Olio extravergine: ennesimo sequestro

Continuano i sequestri di olio da parte dei della polizia tributaria, della guardia di finanza di Siena e dall’ispettorato repressione frodi (Icqrf) del Ministero delle politiche agricole. Questa volta siamo a Siena e con l’operazione Fuente sono stati sequestrati trecento tonnellate d’olio in seguito a 15 perquisizioni e 35 indagati per i reati di frode in commercio, riciclaggio merceologico e reati tributari pari a un milione e 700mila euro.

Le indagini hanno coinvolto importanti aziende e stabilimenti operanti a livello nazionale e internazionale in Toscana, Umbria, Lazio, Campania e Puglia. Il risultato? L’ennesima frode finalizzata alla commercializzazione di enormi quantitativi di olio extravergine di oliva di scarsa qualità ottenuti all’estero e ricollocati sul mercato nazionale attraverso illecite miscelazioni non rilevabili alle analisi ufficiali. A essere coinvolti nell’operazione truffaldina numerosi imprenditori italiani addetti al confezionamento e il commercio sul mercato

interno e internazionale. Le indagini, avviate nei primi mesi del 2013, rivelano persino anche l’introduzione sul territorio nazionale di oli deodorati, ovvero sottoposti a trattamenti industriali di raffinazione (non consentiti nella produzione di olio extravergine di oliva) in grado di eliminare odori e sapori sgradevoli da una materia prima di scarso pregio e qualità e pertanto, come tale, inutilizzabile per l’ottenimento di oli extravergini.

Insomma, che il nostro sistema agroalimentare sia sotto il mirino dei truffatori certo non è una novità. Ma è in crescita il numero di ritrovamenti e segnalazioni di sofisticazioni e truffe che coinvolgono il nostro olio liquido. Strumenti di difesa? I soliti: cercate di conoscere il più possibile i prodotti che portate in casa. Un’utile aiuto? La nostra Guida agli Extravergini in libreria dal 17 aprile. Che cosa vi portate a casa? L’esperienza e il giudizio di 30 esperti degustatori che hanno individuato un campione rappresentativo di aziende agricole, frantoi e cooperative dove si producono gli oli migliori, valutandone non solo i pregi organolettici ma la corrispondenza a criteri di valorizzazione delle cultivar autoctone e di sostenibilità delle pratiche agronomiche. Ogni scheda, oltre ai dati dell’azienda, riporta le caratteristiche di coltivazione e lavorazione, la composizione varietale degli oli, il prezzo e i risultati dell’analisi sensoriale. Non lasciatevela sfuggire!

Fonte 

Ansa 

A cura di Michela Marchi 
m.marchi@slowfood.it 

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