Ogm: non confondiamo ricerca e coltivazione commerciale

Ieri sera come tanti abbiamo guardato la trasmissione Presa Diretta dal titolo «Chi ha paura degli Ogm». E abbiamoogm-presadiretta-w acceso la tv con l’augurio di stare per assistere a una bella prova di giornalismo a cui in effetti la trasmissione di Rai Tre ci aveva abituati. E invece questa volta la delusione è stata grande. Con il pretesto di chiedere più libertà per la ricerca – sacrosanto il diritto dei ricercatori di poter andare avanti– hanno impostato la trasmissione senza alcun contraddittorio e alla fine più che un’inchiesta ci è parsa uno spottone Pro Ogm a Monsanto & Co. Ci ha deluso soprattutto il fatto che invece che fare chiarezza si è fatta confusione. Tutta la puntata è stata impostata a cantare le lodi delle sementi geneticamente modificate: salveranno il pianeta dalla fame, la ricerca deve continuare (vero!), saranno più facili da coltivare, fino ad arrivare alla conclusione che «con i pomodori senza semi sarà più facile fare la passata». Chissà che bontà. Ma poi perché non utilizzare le nostre sementi tradizionali?

Il punto più alto della trasmissione? Riccardo Iacona che afferma: «Non ci crederete, ma proprio gli odiati Ogm sono la nuova frontiera per una agricoltura più sostenibile». No, non ci crediamo non è il modello di agricoltura che rispetta chi produce, chi mangia e l’ambienta che ci ospita. Quale sarebbe la sostenibilità? E se non sono dannosi per la salute di sicuro lo sono per tutti noi e per l’ambiente: come ogni grande monocultura, si mangiano la biodiversità, i contadini devono sottostare alle royalties delle multinazionali, e i vantaggi promessi (come la diminuzione dell’uso dei fitofarmaci) non si stanno realizzando. A oggi infatti, le ricerche su Ogm hanno messo a punto 2 tipi di “vantaggi”: la resistenza a un parassita del mais (la piralide) e la resistenza a un diserbante (il glifosate). Quindi essi consentirebbero un minore impiego di chimica di sintesi; ma la piralide del mais può essere combattuta seriamente solo con la rotazione colturale (lo dimostrano anche i nuovi parassiti resistenti al mais gm, ne abbiamo parlato qui), e la resistenza a un diserbante porta a un uso più disinvolto del medesimo nei campi, dato che non danneggerà le piante coltivate ma solo le erbe indesiderate. Quali sono i numeri della diminuzione dell’uso di fitofarmaci?

La sensazione durante tutta la puntata è che si sia voluto confondere, mettendo nella stessa pentola ricerca e coltivazione commerciale. Ma soprattutto come si può parlare di un argomento così delicato e soprattutto voler fare giornalismo senza sentire le diverse posizioni (e ce ne sono tanti anche in quella che viene chiamata la scienza ufficiale). Questo non si chiama giornalismo, ma propaganda.

Riportiamo la lettera che la coalizione Per un’Italia libera da Ogm ha inviato all’On. Roberto Fico – Presidente della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.

Oggetto: Trasmissione Presadiretta : puntata 28 febbraio

È con preoccupazione che portiamo alla Sua attenzione l’annunciata presa di posizione del conduttore e autore del programma Presadiretta, in onda ogni domenica in prima serata su Rai3 a proposito del servizio programmato per il 28 febbraio p.v. dal titolo “Chi ha paura degli Ogm?”.

L’argomento è notoriamente complesso e articolato, ma la spregiudicata e menzognera anticipazione relativa al divieto di ricerca e coltivazione, senza alcuna considerazione aggiuntiva in grado di spiegare la realtà dei fatti e delle condizioni normative, alimenta un vivo rincrescimento rispetto al ruolo che il servizio pubblico è tenuto ad assicurare, cogliendo una pluralità di posizioni ed evitando pregiudizievoli scelte di campo. Infatti sono annunciati esclusivamente interventi di ospiti impegnati da tempo in esternazioni denigratorie nei confronti dell’agricoltura biologica e tradizionale.

Mi permetto, pertanto, di invitarLa ad assumere ogni provvedimento utile ad assicurare la più corretta e veritiera informazione anche attraverso l’ascolto delle diverse posizioni. È in gioco la qualità e la distintività del Made in Italy agroalimentare!

La ringrazio anticipatamente per le iniziative che vorrà assumere e con l’occasione Le formulo i migliori saluti

Il coordinatore della Task Force per un’Italia libera da Ogm
Stefano Masini

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