Ogm, la Forestale sequestra un campo contaminato a Rovigo

Mais-mon810Solo poche settimane fa il Piano Nazionale di controllo sulla presenza di Ogm negli alimenti, realizzato per conto del ministero della Salute, rilevava nel 2,6% dei campioni analizzati tracce di Ogm. Ieri notte, alle porte di Rovigo, i Forestali del Comando regionale del Veneto insieme agli uomini del Comando provinciale di Rovigo hanno rinvenuto un campo di mais geneticamente modificato Mon810.

La contaminazione, riscontrata nel comune di Guarda Veneta, è stata confermata dal campionamento delle foglie che sono state analizzate presso il laboratorio dell’ Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche. Il terreno è stato sottoposto a sequestro preventivo e la piantagione sarà distrutta. Saranno effettuate delle analisi sui campi confinanti a quelli contaminati al fine di verificare eventuali commistioni e applicare la normativa sull’utilizzo di prodotti geneticamente modificati.

«L’Italia ha vietato le coltivazioni gm sul suo territorio ma oggi è stata chiaramente violata sia la norma che la fiducia di tutti i cittadini, che più volte si sono espressi contro gli Ogm su suolo italiano. Pronto l’intervento del corpo forestale dello Stato che vigila sul territorio e ha sequestrato il terreno in attesa di capire se i campi circostanti siano stati contaminati», commenta Gaetano Pascale, presidente di Slow Food Italia. «Questo in un momento in cui gli Stati Membri riuniti nel comitato permanente dell’Unione europea per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi (PAFF) stanno discutendo se autorizzare la coltivazione del mais geneticamente modificato 1507 e Bt11, e se rinnovare l’autorizzazione del mais GM Mon810».

Nell’ottobre scorso il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, di concerto con il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e il ministro della salute Beatrice Lorenzin, ha inviato alla Commissione europea «le richieste di esclusione di tutto il territorio italiano dalla coltivazione di tutti gli Ogm autorizzati a livello Europeo».

L’Italia ha dunque detto no agli Ogm avvalendosi della facoltà prevista dalla direttiva europea 2015/412, che consente agli Stati di impedire all’interno dei propri confini le coltivazioni transgeniche. Ora si tratta di far rispettare le regole: il sequestro operato a Rovigo rientra appunto nell’ambito di un programma di controlli da parte del Corpo forestale dello Stato per verificare l’utilizzo di Ogm in agricoltura in Italia, anche mediante l’uso di test che rilevano la presenza dell’endotossina specifica per il Mon810.

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