Nicolas Joly, 35 anni di vita e di vigna pigiati in un libro

joly-1

«Che cos’è la biodinamica? È la disciplina che cerca le innumerevoli risposte alla domanda su come la Terra riceva la vita».

Sentire parlare Nicolas Joly, vignaiolo francese produttore del celebre Clos de la Coulée de Serrant, può far ricredere anche i più scettici sulla viticoltura biodinamica. È quanto è successo all’Orto Botanico di Torino a Terra Madre Salone del Gusto, durante la presentazione del suo libro, La vigna, il vino e la biodinamica, assieme a Luca Gargano di Velier.

«Per rendere l’idea di quello che facciamo – ha proseguito Joly –, dobbiamo immaginarci i preparati di biodinamica come i numeri di telefono dei pianeti e del Sole: oggi l’abbondanza di frequenze elettroniche impedisce la giusta comunicazione tra il sistema solare e la Terra, per questo abbiamo bisogno di stimolare il flusso di informazioni e di vita».

Joly è stato tra i primi, circa 40 anni fa, ad applicare alla viticoltura i principi elaborati all’inizio del Novecento da Rudolph Steiner, in un momento in cui questa disciplina era ancora circondata da mistero e scetticismo. Sentimenti che ancora oggi si rincorrono, soprattutto quando si parla dei più celebri preparati biodinamici come il corno e la vescica di vacca.

«Quando parliamo di biodinamica parliamo di forze: la prima è la gravità e il suo opposto è l’attrazione solare. Perché il corno di vacca? Perché la mucca è legata al sistema solare tramite le sue corna, e si tratta dell’animale con più forza digestiva che conosciamo. La biodinamica è cercare di usare queste forze».

joly-2

Ogni agricoltore, produttore e vignaiolo ha di fronte tre scelte: la prima, quella dell’agricoltura biologica, lascia crescere le piante senza intervenire minimamente sul loro sviluppo; la seconda, quella dell’agricoltura biodinamica, cerca di sfruttare i ricettori terrestri – piante, animali e materie che possiedono forza vitale – per cercare di far esprimere al meglio ogni vegetale. La terza via, quella dell’agricoltura convenzionale, interviene sulla terra con diserbanti e preparati chimici per andare poi a ricostruire, sempre chimicamente, quella vita che è andata perduta.

«I diserbanti uccidono tutti i microorganismi del suolo, ma nessuna pianta riesce a nutrirsi in una terra priva di vita. Nel caso della viticoltura è particolarmente deleterio perché la vite è una pianta atipica, che vive su suoli poveri e riceve tutta la sua forza dalla terra. Distruggere in vigna, ricostruire in cantina: è questo che fa la viticoltura convenzionale»

Non sono mancate critiche al classico sistema di valutazione enologica, responsabile di aver standardizzato e appiattito una materia viva come il vino: «Quando si parte dal particolare per arrivare al generale, si fanno passare vini tecnologici per grandi vini. È come se valutassimo la bellezza di una persona misurando la circonferenza del cranio, la lunghezza dei capelli, l’ampiezza delle braccia spalancate».

Ancora più importante, e difficile da riportare, è la passione coinvolgente che ha Nicolas Joly quando parla del suo lavoro: genio e sregolatezza, teatralità mai fine a sé stessa, la stessa forza che si ritrova nei suoi vini che, manco a dirlo, gli assomigliano.

Clicca qui per acquistare il libro: http://bit.ly/nicolasjoly

 

Il vino, la vigna e la biodinamicala-vigna-il-vino-e-la-biodinamica

Nicolas Joly

Pagine: 176

Prezzo al pubblico: 15,00 €

Prezzo online: 12,75 €

Prezzo soci Slow Food: 12,00 €

 

 

  • Hai imparato qualcosa di nuovo da questa pagina?
  • Si   No
SlowFood, Prendici Gusto, diventa socio
comments powered by Disqus