Nei sacchetti biodegradabili affrettatevi a mettere le clementine

Iniziare quest’anno senza parlare dei ‘‘famigerati’’ sacchetti biodegradabili per l’ortofrutta che saremo ‘‘costretti’’ a pagare qualche centesimo è un po’ difficile, mentre impazza una polemica che ha davvero poca sostanza economica se paragonata ad altri aumenti dei prezzi (autostrade, bollette…) di cui forse varrebbe sì la pena una qualche protesta in più. Ma tant’è: è entrata in vigore questa nuova legge che ci aiuterà, se rispettata, a essere più sostenibili nei nostri acquisti e a impiegare meno plastica. È un po’ strano che i commercianti non possano regalarli, ma per il resto il fine è molto nobile e forse ci aiuterà a prendere coscienza dell’utilizzo che facciamo della plastica, diventato terribile per il pianeta.

Non è un caso che nell’ultimo Congresso internazionale a Chengdu, in Cina, il movimento Slow Food abbia approvato, tra le sei mozioni principali, anche una dedicata al problema delle microplastiche, i piccolissimi detriti delle plastiche che si sono degradate, che non vediamo ma che sono sempre più presenti nell’aria, nell’acqua e in ciò che mangiamo: dentro di noi. Un problema grave, che siamo sicuri arriverà agli onori delle cronache molto presto, speriamo almeno con la stessa rilevanza di quello dei nuovi sacchetti obbligatori, perché ne va del nostro futuro, e non è uno scherzo.

 

 

Per il resto, noi che preferiamo sempre il mercato al supermercato forse il problema lo sentiremo meno, se come da buona abitudine saremo sempre dotati dei nostri shopper in tela variopinti e ottimi per veicolare anche qualche messaggio (sono le nuove t-shirt, in effetti).

E potremo concentrarci sui prodotti di un inverno che al Sud — il vero cuore produttivo nazionale in questa stagione — è stato fin’ora piuttosto mite e che quindi ci fornisce tutto il possibile a prezzi equi. L’unica segnalazione che possiamo farvi è che quest’anno le clementine finiranno prima del solito, almeno di un mese, e che quindi vi restano due settimane per gustarle.

In alternativa, avete già a disposizione i mandarini che purtroppo sui mercati sono sempre più reietti per la presenza al loro interno dei semi, ma se aspetterete ancora una settimana inizieranno i mitici tardivi, come quelli di Ciaculli in Sicilia: una delizia impareggiabile. E poi le arance rosse: quest’anno saranno di pezzature medie molto più piccole, ma non disperate: sono buone lo stesso e costeranno anche un po’ meno.

Carlo Bogliotti

c.bogliotti@slowfood.it

Tratto dal Sabato Al Mercato de La Stampa del 6/01/2018

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