Murnau-Werdenfels: latte, carne e lavoro

In Baviera, la Murnau-Werdenfels era una razza diffusa finché non è stata soppiantata da altre più produttive. Ma le razze tradizionali significano molto di più: adattamento al territorio, carni sane, buone pratiche di allevamento.

La vita ai piedi dello Zugspitze, la montagna più alta delle Alpi tedesche, non era facile. Sebbene oggi il paesaggio palustre a sud di Murnau, con le Alpi del Werdenfels che si stagliano sullo sfondo, ci colpisca per imponenza, la vita in quelle regioni un tempo era molto dura. L’agricoltura era impossibile da praticare e il foraggio per i bovini, che cresceva su quei prati particolari, poteva essere trasformato dagli animali in cibo nutriente per l’uomo solo dopo una lunga masticazione e grazie all’azione di un rumine ben funzionante. Nei mesi estivi, i pascoli montani si ricoprivano di erba e fiori saporiti e ricchi di sostanze nutritive. Per raggiungerli, i bovini necessitavano di una costituzione robusta e muscolosa e di zoccoli forti e resistenti. Grazie alla selezione secolare compiuta dai contadini del posto, si sviluppò una razza bovina in grado di affrontare senza difficoltà le condizioni del territorio: la Murnau-Werdenfels.

Murnau-Werdenfels-1024x681RAZZE RESILIENTI
Presto, gli agricoltori delle aree agricole situate un po’ più a nord si accorsero che questi animali non producevano solo carni saporite e ottimo latte per ricavarne formaggi, ma che per l’indole docile e le straordinarie caratteristiche fisiche si prestavano a essere usati anche come buoi da lavoro. La domanda di questi buoi continuò così a crescere, garantendo ai contadini del Werdenfels un’importante fonte di reddito. Tuttavia, tutto questo ebbe conseguenze sull’allevamento dei bovini Murnau-Werdenfels già 200 anni fa: erano così ambiti come animali da lavoro, che i tori migliori non erano utilizzati per la riproduzione, ma castrati e venduti. Ma i contadini compresero il problema, tennero i tori migliori e fu così che, intorno al 1860, i bovini Murnau-Werdenfels rappresentavano la razza più importante della regione.

Alla fine del XIX secolo, dalla Svizzera si diffuse anche in Baviera la razza Simmental. Vista la maggiore produzione di latte e la pesante carcassa, iniziò gradualmente a soppiantare la razza bovina locale. Nel 1960 il numero dei capi si ridusse ulteriormente e drasticamente, quando innumerevoli animali furono abbattuti per contrastare la diffusione della tubercolosi bovina. L’estinzione della razza Murnau-Werdenfels sembrava imminente.

Murnau-Werdenfels-2-1024x685LA RINASCITA DELLA RAZZA
Solo pochi agricoltori continuarono ad allevarla. È in buona parte grazie al loro legame con le tradizioni che la razza è sopravvissuta fino a oggi. Tra questi, vi sono anche Martin Jais, agricoltore part-time, e sua moglie Elisabeth di Weiler Eschenlohe, un paese nelle vicinanze della località olimpica Garmisch-Partenkirchen. Nel 1940 il padre di Martin aveva acquistato una piccola fattoria chiamata “Schulmeister”. L’edificio era precedentemente usato per ospitare una scuola dove, come si usava un tempo, abitava l’insegnante e si praticava anche una piccola attività agricola. Jais lavorava come muratore, mentre la moglie si occupava della casa, della fattoria e dei tre figli ormai cresciuti. Le vacche nella stalla della famiglia erano sane, ogni anno davano alla luce un vitello e fornivano un latte gustoso, risultato di un’alimentazione a base di foraggio cresciuto sui prati paludosi e sui pascoli montani.

La quantità di latte prodotto, tuttavia, non teneva il passo con le razze ad alto rendimento. Ci sono voluti dunque molto idealismo e grande caparbietà per continuare ad allevare la razza pura. Spesso, tra lo scetticismo dei compaesani, Martin ha partecipato con i suoi animali alle fiere locali e perfino al festival agricolo Zentrallandwirtschaftsfest, che si tiene ogni tre anni in concomitanza con l’Oktoberfest. Con il tempo, i suoi animali da riproduzione si sono guadagnati grande considerazione da parte del pubblico e la stessa amministrazione statale che un tempo concedeva premi per l’eliminazione dei bovini Murnau-Werdenfels oggi ne riconosce il valore come preziosa risorsa genetica e paga sovvenzioni ai contadini che allevano questa razza nelle loro fattorie.

Martin Jais è riuscito a suscitare l’entusiasmo per la Murnau-Werdenfels tra gli altri contadini. Oggi è presidente dell’associazione per l’allevamento della razza. E suo figlio Josef ha la ferma intenzione di prendere in mano le redini della fattoria e portare avanti l’allevamento. Dal 2007 questa razza è salita a bordo dell’Arca del Gusto e, con l’aiuto dell’associazione per la promozione della razza, creata nel 2009, il numero di esemplari cresce di anno in anno.

di Rupert Ebner

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