Molte delle mele che trovate oggi sui banchi del mercato sono del 2016

Ve l’avevamo anticipato a maggio e puntualmente oggi vi possiamo parlare di un altro difetto di etichettatura e tracciabilità, un po’ come per i funghi di cui abbiamo scritto la settimana scorsa, anche se in questo caso non si tratta di comportamento truffaldino ed è tutto perfettamente legale. L’unico problema è che si tratta di una cosa che davvero pochi sanno, se non gli appartenenti al giro degli addetti ai lavori. Molte delle mele che trovate oggi sui banchi del mercato sono del 2016, e farete fatica a distinguerle da quelle della corrente annata. Già, perché non è obbligatorio scrivere la data di raccolta sull’etichetta delle mele, e quando capitano campagne particolarmente scarse, come per il 2017, questo strano miscuglio può accadere.

Si pensi che nell’ultimo secolo le altre uniche due annate così difficili, a causa delle gelate primaverili, furono soltanto la 1945/1946 e la 1956/1957.

A maggio, dicevamo, si verificarono due gelate notturne completamente impreviste in quasi tutta Europa. I meli erano in piena fioritura e la cosa ha poi effettivamente decimato il raccolto. Per esempio le renette si sono ridotte del 70%. Era facile prevederlo e fu a quel tempo che scattò una speculazione da parte di chi aveva ancora i magazzini pieni delle mele 2016, un’annata molto abbondante. Sapete già che le mele a fine campagna vengono stoccate in celle a temperatura e ambiente controllati, per renderle poi disponibili tutto l’anno. Le aziende più importanti, a maggio, viste le previsioni per l’anno successivo, prontamente ‘‘chiusero’’ le celle, cercando di fare tutto quello che legalmente potevano fare per allungare la vita ai prodotti che contenevano. Non è un caso che allora, all’improvviso, i prezzi aumentarono del 30% (e ve ne parlammo).

Le mele restavano immagazzinate in previsione di quest’autunno e non venivano distribuite. Un 30% in più del prezzo ‘‘normale’’ e basso che avevano prima di maggio le 2016, che tra l’altro era esattamente la metà di quello attuale. Nel 2017 il raccolto è scarso e quindi è normale che il prodotto costi di più. Però non è tanto giusto che anche le mele 2016, mescolate alle nuove, abbiamo lo stesso prezzo doppio rispetto allo scorso anno, quanto furono colte. Pura – e ricca – speculazione per chi ha messo da parte le vecchie scorte a maggio. Niente di illegale, lo ribadiamo, ma forse sarebbe il caso di saperle queste cose, e poter scegliere in piena consapevolezza.

Carlo Bogliotti
c.bogliotti@slowfood.it

Da La Stampa del 30 ottobre 2017

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