Mattarella: “Non rassegniamoci alla società dello spreco e del consumo distruttivo”

Riportiamo un passo del discorso di fine anno del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Non l’abbiamo fatto prima per non entrare nello sterile dibattito dei pro e contro l’intervento che ha come unico scopo far passare in secondo piano gli indirizzi che il Presidente rivolge alla politica e alla società. Nel suo messaggio di fine anno, tralasciando il politichese, ha affrontato tematiche che riguardano da vicino la vita degli italiani. Dei numerosi argomenti trattati vogliamo richiamare l’attenzione su un passaggio in cui sono evidenziate parole come inquinamento, ambiente, territorio, bellezza, spreco di cibo, acqua ed energia. Su questi temi l’impegno e il ruolo di noi cittadini è estremamente importante, come ad esempio per lo spreco. Quanto cibo edibile buttiamo via, quanta acqua o energia consumiamo in modo improprio. Ma anche le istituzioni, che dovrebbero essere la guida di noi cittadini, devono impegnarsi di più e sono pesantemente chiamate in ballo dal Presidente. Non è certo autorizzando le trivellazioni nei nostri mari e nelle nostre campagne, dalle isole Tremiti a Pantelleria passando per Isola Capo Rizzuto (per citare solo alcuni degli oltre 100 siti individuati dal documento del ministero dello Sviluppo economico del 31 dicembre) che proteggiamo l’ambiente e facciamo economia, vendendo quella bellezza che tutto il mondo ci riconosce. Purtroppo la storia non insegna. Non va dimenticato, infatti, che siamo la Nazione che alle spalle di uno dei posti più belli del mondo, Venezia, ha costruito Porto Marghera. Da anni si sta discutendo un provvedimento che va, nella sua ultima versione, sotto il nome “Contenimento del consumo del suolo e riuso del suolo edificato”. Questo testo ha lo scopo di limitare il consumo selvaggio di terreno agricolo e di paesaggio, importante per prevenire i disastri ambientali, dare la possibilità al Made in Italy agroalimentare di non essere soffocato, tutelare le bellezze paesaggistiche e rilanciare il comparto edile e la bravura dei nostri artigiani nel ristrutturare. Nonostante tutto, questo testo viene ignorato (per non usare altri termini). Con l’unico risultato che la cementificazione prosegue a passi da gigante e ogni volta che piove oltre le nostre previsioni succedono danni la cui sistemazione costa moltissimo, o peggio, piangiamo vittime innocenti.

Speriamo che il discorso del Presidente Mattarella tocchi le nostre sensibilità e che riesca a far sì che i nostri parlamentari, nel loro lavoro, abbiano come unico faro guida il bene comune.

mattarella-quirinale«…In questi giorni avvertiamo allarme per l’inquinamento, specialmente nelle grandi città. Il problema dell’ambiente, che a molti e a lungo è apparso soltanto teorico, oggi si rivela concreto e centrale.

Mi auguro che lo si affronti con un comune impegno da parte di tutti.

Sono utili le diverse opinioni – e non si può certo comprimere il confronto politico – ma siamo di fronte anche alla natura, e ai suoi mutamenti, che contribuiscono a provocare siccità e alluvioni. In presenza di una sfida così grande, che coinvolge la salute, è necessario che prevalga lo spirito di collaborazione.

Dobbiamo avere maggior cura dei nostri territori. Da quelli montani a quelli delle piccole isole, dove nostri concittadini affrontano maggiori disagi.

Occorre combattere contro speculazioni e sfruttamento incontrollato delle risorse naturali. È confortante vedere la formazione di molti movimenti spontanei, l’impegno di tanti che si mobilitano per riparare danni provocati dall’incuria e dal vandalismo, e difendono il proprio ambiente di vita, i parchi, i siti archeologici.

L’Italia è vista all’estero come il luogo privilegiato della cultura e dell’arte, e lo è davvero. Questo patrimonio costituisce una nostra ricchezza, anche economica. Abbiamo il dovere di farlo apprezzare in un ambiente adeguato per bellezza.

L’impegno delle istituzioni, nazionali e locali, deve essere in questo campo sempre maggiore. Un esempio: si può chiedere ai cittadini di limitare l’uso delle auto private, ma, naturalmente, il trasporto pubblico deve essere efficiente. E purtroppo non dovunque è così.

Il compito di difendere l’ambiente, peraltro, ricade in parte su ciascuno di noi. Molto della qualità della nostra vita dipende dalla raccolta differenziata dei rifiuti e dal rispetto dei beni comuni. Non dobbiamo rassegnarci alla società dello spreco e del consumo distruttivo di cibo, di acqua, di energia…».

Estratto dal messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

photo credit: Presidenza della Repubblica

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