Manghi di Sicilia, l’esotico nazionale conquista tutti

Non si arresta quasi mai l’arrivo in Italia di frutti esotici: ormai gli avocado e i mango sono su tantissime tavole, e così i litchi e i frutti della passione.

È di poche settimane fa un articolo che denuncia come in Cile la coltivazione di avocado per il mercato europeo stia sottraendo l’acqua alle popolazioni locali, mentre è ovvio che per fare lunghi percorsi questi prodotti abbiano bisogno di trattamenti (i litchis che per esempio arrivano da Mauritius, Madagascar e Sud Africa per poter essere ammessi in Europa devono subire un trattamento con lo zolfo per evitare il propagarsi di malattie tropicali) e saranno raccolti molto anticipatamente.

Questi frutti giungono via mare e costano pochissimo, ma viaggiano per almeno 20 giorni, oppure più celermente per via aerea e a prezzi decisamente più alti, conservando un po’ di qualità ma non certo la sostenibilità. Non li abbiamo mai consigliati, ma c’è anche una produzione mediterranea (Spagna, Israele…) che negli ultimi anni ha coinvolto anche la Sicilia, con le zone del Trapanese e del Messinese.

Esotico nazionale dunque: ora non è più il momento di avocado (torneranno più in là) ma siamo in piena produzione (per tutto settembre) di mango, litchi e frutti della passione.

Sono state riconversioni di terreni dedicati a prodotti poco redditizi, anche a causa del cambiamento climatico, e stanno dando grandi soddisfazioni agli agricoltori che ci hanno provato. Soprattutto in termini economici: costano il doppio rispetto ai frutti che arrivano per via aerea (20 euro al chilo per litchi e passion fruit e 10/15 euro per i mango). Curioso che siano in gran parte esportati.

Ma la cosa più sorprendente e la possibilità per noi di assaggiare questi frutti a livelli qualitativi incredibili e impossibili fino a qualche anno fa. Nemmeno i frutti spagnoli raggiungono questi picchi, perché là si è puntato sulle coltivazioni industrializzate.

Profumi e gusti persistenti, intensi, avvolgenti: sembrano altri frutti. Mangiare un mango sudamericano o spagnolo e un mango siciliano è come mangiare due cose diverse. I litchis poi, senza trattamenti, mantengono tutte le caratteristiche migliori: il sapore delizioso resta in bocca anche per cinque minuti.

Certo tutto questo potrà destabilizzare un poco gli alfieri della tradizione e non sappiamo che impatto avrà sulla biodiversità locale, ma certo è una cosa interessante da segnalare, oggi che gli effetti del climate change sono sempre più evidenti.

 

Carlo Bogliotti

c.bogliotti@slowfood.it

da La Stampa del 2 settembre 2017

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