Malattie, caldo e umidità. Al Nord la crisi di zucchine e cetrioli

zucchiniQuesta settimana più che un consiglio vogliamo darvi una notizia piuttosto curiosa, un fatto davvero inusuale in questa fase della stagione.
Al Nord, e in parte al Centro, le zucchine (chiare o scure) e i cetrioli hanno subito un’impennata dei prezzi che li ha portati al doppio e anche più, prezzi che hanno di solito d’inverno quand’è davvero sconsigliato acquistarli. Non c’è nulla che sia più di stagione, poche varietà di verdure così raramente scontano problemi, ma tutto sembra essersi messo di traverso per far sì che al Nord oggi le zucchine costino dai 2,5 euro al chilo a 4 le chiare o «bianche» con il fiore, sui 2-2,5 euro le verdi scure, mentre anche i cetrioli si vendono allo stesso prezzo. Di solito in questa fase dell’anno a fatica si supera l’euro al chilo: che è successo?
Se vale la legge di Murphy per cui «se qualcosa può andare male, andrà male», una combinazione fatta di fattori climatici, il verificarsi di forti virosi delle piante e l’inasprirsi (sacrosanto) negli ultimi dieci anni delle leggi sulla quantità di pesticidi utilizzabili in casi
di emergenza, ha creato questa situazione paradossale. Il gran caldo degli ultimi giorni che normalmente aiuta il proliferare di zucchine e cetrioli unito a un livello di umidità del terreno però troppo alto, ha consentito il diffondersi di virus molto aggressivi. Se fino a inizio Anni Duemila era consentito in questi casi aumentare le dosi di antiparassitari e pesticidi per debellare le malattie, oggi la legge lo vieta, e così ai poveri agricoltori non resta che riarare il campo e puntare sulla programmazione di maturazioni successive.
Il prodotto scarseggia e i prezzi s’impennano. Come ricordato, la questione non coinvolge le regioni meridionali, in cui i prezzi ora sono «normali» e bassi, ma tali produzioni non possono venire in aiuto al mercato settentrionale perché in questo periodo la programmazione ha previsto una distribuzione locale di zucchine e cetrioli e nessuno si sarebbe mai sognato di prevedere maggiori quantità per «esportarle» in altre regioni. Non ci resta dunque che essere consapevoli: sapere che i contadini hanno un problema, che i mercatari non sono impazziti e che noi se vorremmo zucchine e cetrioli (al Nord) dovremo pagare di più.
Resistiamo o adeguiamoci per un paio di settimane, ad agosto la situazione dovrebbe tornare in linea con ciò che usualmente dovrebbe offrire.

 

Carlo Bogliotti

c.bogliotti@slowfood.it

da La Stampa del 23 luglio 2016

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