Ma che strano questo mercato!

Federica BollaDopo che sette giorni fa si è soprasseduto per un momento sulla situazione disastrosa dell’ortofrutta – sulla quale vi stavamo aggiornando già da alcune settimane – torniamo a fare il punto su quest’importante branca dei mercati alimentari. Notiamo alcuni timidissimi segnali di ripresa e anche alcuni fenomeni un po’ paradossali, almeno per chi è abituato a seguire fedelmente la stagionalità. Partiamo dalle note più dolenti: si è salvato soltanto il 20% della normale produzione di finocchi, puntarelle e di tutto ciò che si trova in campo aperto (indivia, scarola…). È già qualcosa, significa che il colpo di grazia su questi ortaggi a livello nazionale non c’è stato negli ultimi giorni, ma tutti questi ingredienti saranno difficili da trovare di buona qualità e senz’altro si venderanno a prezzi record. Il flagello che ha colpito le usuali verdure in stagione a inizio febbraio fa sì che esse non si troveranno in abbondanza (a e prezzi decenti) almeno ancora per un mese (bisogna dar loro il tempo di crescere) mentre, cosa piuttosto paradossale, stanno diventando relativamente convenienti quelle verdure che si producono in serra e soltanto in alcune specifiche regioni. L’esempio più eclatante ce lo fornisce la Sicilia. In questi mesi, soprattutto nella parte meridionale dell’isola, è normale produrre in serra non riscaldata pomodori, melanzane, zucchine e peperoni. Giuseppe CuccoSarebbe quasi un’eresia per i fedeli alle stagioni del Nord, ma in effetti nel lembo più meridionale del Paese è cosa normale, quasi tipicamente di stagione verrebbe da dire. Ecco, le serre hanno protetto queste verdure dal gelo delle settimane scorse, che ne ha sì rallentato la crescita, ma senza comprometterle. Così oggi si trovano a prezzi interessanti, sempre relativamente alti, ma alla metà di cosa costerebbero in condizioni normali. Ci fa un po’ effetto dirlo, ma se prendiamo in considerazione la situazione a livello nazionale questa settimana conviene scegliere in questo senso “inverso”. Se però siete anche degli integralisti delle produzioni locali, allora non vi resta che puntare tutto, ancora, su carote e patate. Anche queste ultime sono rincarate. Di ben cinque centesimi all’ingrosso, il che è tantissimo se si seguono gli andamenti delle loro quotazioni, ma certo è una cifra piccola in termini assoluti e dunque non si ripercuoterà in maniera così importante sul prezzo finale.

Certo che a volte il mercato è proprio strano…

Dalla rubrica Sabato al Mercato, La Stampa 04-02-17 di Carlo Bogliotti

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