L’Osteria del Castello di Arquata non trema di fronte al futuro

All’uscita di questa nuova edizione di Osterie d’Italia, poco più di tre settimane dopo le prime scosse del 24 agosto, abbiamo subito pensato a uno dei locali new entry nelle Marche, colpito dal terremoto, e abbiamo deciso di dedicargli una testimonianza diretta, attraverso la presentazione della guida ad Ascoli Piceno, e un piccolo aiuto concreto invitando i titolari a cucinare subito dopo la presentazione.

Un aiuto che consideriamo anche un omaggio, perché con l’Osteria del Castello di Salvatore rischia di perdersi davvero, fuori da ogni retorica, il racconto di una forma peculiare di ristorazione che, nella fattispecie, nasce sulla Salaria vecchia (allora unica strada per Roma dalla provincia picena) – per iniziativa di sua madre la cui famiglia era emigrata in America -, e si caratterizza con quell’identità popolare di osteria animata, oltre che nei giorni feriali, in quelli delle fiere del bestiame o quando, in estate, qualche famiglia arrivava col postale per godersi una settimana di villeggiatura.

Ceci e verze, frascarelli alla marchigiana (pasta più di acqua e farina che di uova; sugo più di pomodoro che di guanciale, rispetto all’amatriciana) sono alcuni dei piatti di questo territorio di confine tra più regioni, che Salvatore e Maria Cristina riproporranno, con giusto sentimento di appartenenza, in quest’occasione di cui ringraziamo naturalmente Giorgio Pignotti della Libreria Rinascita e l’attigua Osteria del Cigno che si mette a disposizione.

L’appuntamento con la presentazione di Osterie d’Italia è per martedì 29 novembre alle ore 18,30 presso la Libreria Rinascita di Ascoli Piceno, insieme al curatore della guida Eugenio Signoroni e al coordinatore regionale Antonio Attorre.

A seguire la cena solidale, il cui incasso sarà devoluto interamente ai titolari dell’Osteria del Castello. La prenotazione della cena è indispensabile, dato il numero limitato dei coperti: potete farlo, fino ad esaurimento posti, telefonando a Nelson Gentili (3383913352) e Alessia Consorti (3483350719), rispettivamente fiduciari delle Condotte SF del Piceno e di San Benedetto del Tronto-Valdaso. Tutte le informazioni sulla pagina Facebook di Slow Food Piceno.

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Osteria del Castello
Ristorante
Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) – Via Salaria, 5
Tel. 0736 809844
Aperto sab e dom, sempre giugno-ottobre
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: variabili in inverno
Coperti: 50 + 20 esterni
Prezzi: 18-22 euro vini esclusi
Carte di credito: BM, MC, Visa
L’OSTERIA – La pergola ombrosa di vite davanti all’osteria è un punto di sosta ideale lungo il vecchio tracciato della Salaria, proprio dove si incrocia la strada che conduce verso l’altopiano di Castelluccio e il crinale del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Dall’altro lato della strada una fontana di acqua sempre freschissima. Salvatore è cresciuto tra queste montagne e, oltre che ai fornelli, si trova a suo agio come “raccoglitore” nei fitti boschi circostanti. In sala c’è la moglie Cristina e la squadra è quasi al completo. All’ingresso una lavagna elenca i pochi piatti del giorno, anche se c’è sempre qualcosa in più.
LA CUCINA – La territorialità e la stagionalità si esprimono al meglio negli antipasti: tagliere con salumi locali e pecorino da porzionare a tavola, carciofi in padella, insalata di ceci e cavolo rosso, fagioli bianchi, frittata alle erbe, sformato di patate, cicoria piccante, funghi sott’olio. Molto buoni gli spaghetti all’amatriciana o alla gricia (variante originaria che non prevede il pomodoro), oppure strozzapreti (preparati in casa con acqua e farina) con asparagi e piselli, ravioli alle erbe, tagliatelle ai funghi, quando si trovano. Di secondo la carne di agnello, maiale o manzo alla brace, cotta, in inverno, nel grande camino al centro della sala, utile anche per arrostire i marroni di cui il bosco locale è generoso fornitore. La dolce pizza sbattuta è da provare, così come l’amaro di genziana della casa. Raccomandabile il vino rosso sfuso ma c’è anche qualche ottima bottiglia del terroir piceno.

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