Lo zucchero c’è ma non si vede… Ovvero i cibi con la maggiore quantità di zucchero nascosto

Giuro che non sto scrivendo questo post per cavalcare l’onda delle diete dell’ultimo momento per un’estate a prova di bikini. Anche perché ancora non ho ben capito in cosa consista questa prova. L’idea è invece quella di informare, darvi qualche dritta per poter scegliere senza sorprese. Liberi di sbaffarvi quel che più vi piace, ma almeno sapere a che cosa si va incontro. Che se scelgo un sugo pronto, voglio sapere se compreso c’è anche il dolce…

Aceto balsamico
Ovviamente stiamo parlando di quello «sciroppo agrodolce» che spesso trovate sugli scaffali del supermercato colorato artificialmente con caramello e aromatizzato alla vaniglia. Leggete gli ingredienti! Gli unici 3 aceti balsamici ad avere ottenuto la certificazione sono: aceto balsamico di Modena Igp; aceto balsamico tradizionale di Modena Dop, aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia Dop. Un’altra storia

Cereali per la colazione (o merenda, o incursioni notturne in cucina… )
E sì che rinunciando al pane e marmellata o uova al tegamino per colazione pensavate di salvare girovita e salute. Niente di meno azzeccato: quei famosi cereali da bagnare con latte rigorosamente scremato (Dio me ne scampi), che promettono di farvi indossare i jeans di quando avevate vent’anni, mentono. Contengono molto più zucchero di quello che vorreste ingerire. Leggete bene l’etichetta: alcuni sono composti per il 90-93% da carboidrati. Se proprio non riuscite a rinunciarvi, preferite farine di avena o segale: possono contenere solo 10-12% di carboidrati e forniscono più vitamine e carboidrati complessi (i meravigliosi carboidrati buoni) rispetto al resto dei cereali.

Chips
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Che ve lo dico a fare, pare siano il male assoluto… ma per me non esiste un fine settimana degno di questo nome senza la compagnia di qualche birretta fresca (che SlowWIne ci insegna a scegliere) e chips al lime o al pepe. E per il resto incrocio le dita.

Condimenti e salsine
Occhio convinaigrette30006 che cosa decidete di condire la vostra insalatina fresca. I dolci condimenti francesi e la vinaigrette confezionati possono contenere 7 grammi di zucchero per porzione. E il peggio è che spesso decantano la bassa quantità di grasso, peccato che per compensare e insaporire si aggiunga destrosio, miele, glucosio o maltosio, tutte varianti zuccherine. Naturalmente la soluzione è quella di evitare le salse pronte e di prepararvi voi stessi una gustosissima vinaigrette o condire la vostra insalata con olio, aceto, sale, pepe… Se ci aggiungete qualche semino (di lino, di zucca, canapa, girasole…) e un po’ di gomasio al posto del sale, vi assicuro che avrete un risultato da gourmet. Stesso discorso si può fare per la maionese light… meglio la classica, contiene meno zuccheri aggiunti.

Panature degli alimenti confezionati
Metti che non bastassero edulcoranti, coloranti, conservanti e quant’altro ci ficchino dentro, un po’ di zucchero non ce lo vuoi aggiungere?

Pane confezionato
images-3Spesso si trova lo sciroppo di glucosio, che altro non è che un dolcificante proveniente dal mais. Perché mettere lo zucchero nel pane? Avrebbe un minimo di senso in quello fatto in casa: una punta di zucchero aiuterebbe i lieviti ad attivarsi e la lievitazione risulterebbe un po’ più efficace. Ma in quello industriale i lieviti sono di sintesi e dello zucchero non ne hanno tanta necessità…

Succhi di frutta e frullati industriali
Guardate sempre gli ingredienti, se il primo è lo zucchero invece della frutta, lasciatelo pure sul bancone del supermercato

Zuppe, minestroni, sughi pronti
salsaForse questa la sapevate già: attenzione ai sughi pronti, contengono dai 6 ai 12 grammi di zucchero per porzione: la stessa quantità di una fetta di torta! Beh certo, mangiate primo e dolce in un unico piatto, ma oltre il gusto ne risente la salute… Ne abbondano anche i minestroni o i contorni surgelati, proprio perché lo zucchero, oltre a essere usato per dolcificare, ha la funzione di addensante.

In conclusione, leggete bene le etichette che vale mangiare quello che si desidera, ma almeno esserne consapevoli, no?

Informazione di servizio: in etichetta trovate varie diciture che indicano gli zuccheri, per esempio saccarosio, zucchero di canna, zucchero invertito, sciroppo di glucosio, sciroppo di fruttosio. Sono spesso utilizzati anche il fruttosio (lo zucchero ricavato dalla frutta), glucosio, lattosio (zucchero ricavato dal latte). E poi ancora il maltosio, destrine, sciroppo di amido con fruttosio, maltodestrine, mannitolo, sciroppo di malto, succo zuccherato disidratato, succo zuccherato evaporato. Tra i dolcificanti naturali, vengono anche usati: miele, succo di frutta concentrato, melassa, zucchero d’uva, succo di mele concentrato, sciroppo d’acero, sciroppo di riso, sciroppo di sorgo, succo d’agave, manna.

E poi tutti i sostituti artificiali dello zucchero come la saccarina, i ciclamati, l’acesulfame e l’aspartame. Queste sostanze possiedono un potere dolcificante da 30 a 500 volte superiore a quello dello zucchero bianco, fornendo poche calorie, ma un uso abitudinario o eccessivo può influire sulla nostra percezione del sapore dolce, abituando il nostro palato ad apprezzare cibi che forniscono un alto senso di gusto zuccherato.

Michela Marchi
m.marchi@slowfood.it

Per scrivere questo articolo mi sono rivolta a diverse fonti tra cui:

AltroConsumo e il Fatto Alimentare
The Independent
Piùsanipiùbelli

Le foto le ho trovate su pixabay.com, wikimediacommons, www.freestockphotos.biz

 

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