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“Perchè i manganelli di S. Lucia” da “La Savona della farinata” di Mario Muda

In occasione della festa di Santa Lucia, anticamente, si celebrava anche la Processione dei bambini, realizzata sulla falsariga di quella che, secondo la tradizione, si svolgeva durante la Settimana Santa, quando i più piccoli portavano a spalla prototipi in scala delle casse lignee della Processione del Venerdì Santo e rievocavano, in costume, le varie tappe della Via Crucis. Anche il 13 dicembre si svolgeva qualcosa di simile e i bambini mettevano in scena il martirio di Santa Lucia, che nella tradizione savonese arrivava al luogo del supplizio incalzata e bastonata dalla folla pagana inferocita. Questa sceneggiata lungo la via che conduce alla chiesa dedicata alla santa, il perseguitare la martire con bastoni e altri oggetti, nell’Ottocento doveva avere assunto, a un certo punto, una sua declinazione brutale in quanto, in una sorta di sineddoche fisica, con il tempo e lo scadimento del fervore religioso, la folla inferocita dei maschietti adolescenti era passata dal simulare l’aggressione alla giovane santa ad assalire le giovani in generale. E già negli anni ’30 del secolo scorso si citava l’usanza di colpire con palle di stoffa riempite di segatura le ragazze che partecipavano alla fiera di Santa Lucia. La consuetudine era arrivata fino agli anni 70-80 con un crescendo di violenza: clave di gomma, manganelli, fino alla proibizione di questo rito che era precipitato nel teppismo
Nella foto i partecipanti alla Processione del Venerdì Santo dei Bambini del marzo del 1933.

da ” La Savona della Farinata” di Mario Muda De Ferrari Editore

Ps: La farinata savonese, quella di Via Pia, è nota e conosciuta in tutto il mondo non solo di farina di ceci ma l’unica ( o quasi) anche di farina di grano ovvero bianca , una vera delizia, ben conosciuta dal nostro Carlin Petrini.

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Mario Muda