L’Europa salvi le api dall’armageddon ecologico

Il prossimo giovedì 22 marzo gli Stati europei si esprimeranno su una questione certo molto più defilata rispetto a quelle che stanno agitando le acque della grande politica, ma determinante per la sopravvivenza del nostro sistema alimentare così come lo conosciamo.

Sul tavolo c’è la proposta di bandire per ogni uso esterno tre insetticidi neonicotinoidi (clothianidin, imidacloprid e thiamethoxam) che solo due settimane fa l’Efsa, al termine di un vasto studio su oltre 1500 pubblicazioni scientifiche, ha ufficialmente dichiarato nocivi per le api mellifere e selvatiche.

Il parere dell’Efsa arriva al termine di tre anni di ricerche e aggiorna una valutazione espressa già nel 2013, in seguito alla quale l’Ue – pur con il voto contrario dell’Italia – aveva imposto un bando temporaneo.

I neonicotinoidi, introdotti come alternativa sicura al Ddt, hanno potenti effetti neurotossici che incidono sul senso dell’orientamento e sulla riproduzione delle api. Tendono inoltre a venire assorbiti dalle piante e dal suolo, motivo per cui possono influenzare generazioni di colture e di api.

Con circa 600mila apicoltori, di cui 50mila in Italia, l’Unione Europea è il secondo produttore mondiale di miele dopo la Cina. Ma l’”armageddon ecologico” da tempo denunciato dagli scienziati, che da un decennio ha portato a una costante riduzione delle popolazioni degli alveari, non è un problema solo per loro. Dall’impollinazione dipende infatti il 76% della produzione alimentare europea.

L’eventuale cambio di rotta della politica arriverebbe ancora una volta dopo che il danno è stato già fatto. È sconfortante infatti osservare come un così elevato numero di sostanze vengano prima autorizzate e poi bandite, a fatica, quando i rischi per l’ambiente e la salute sono ormai da tempo accertati. Ma mai come in questo caso, vale la pena di dire “meglio tardi che mai”.

Leggi il documento di posizione di Slow Food su api e agricoltura

 

Gaetano Pascale

presidente di Slow Food Italia

da La Stampa del 18 marzo 2018

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