Con l’emergenza neve e terremoto meglio limitarsi a rape, patate e carote

Nell’ultimo appuntamento con queste righe vi raccontavamo un orizzonte molto problematico, azzardando delle previsioni che potevano rendere la situazione attuale dei mercati ortofrutticoli bruttina oppure molto brutta. Ebbene, purtroppo non soltanto si è verificato il caso peggiore tra quelli prospettati, si è andati anche oltre. Come detto, le zone più produttive del Paese erano in grande difficoltà per gelo e nevicate. Ci riferivamo al Centro e al Sud e avete letto e visto tutti che cosa è successo durante la settimana. Ci si è messo anche il terremoto, per una situazione che ha causato emergenze umanitarie che ovviamente hanno anche colpito gli agricoltori e allevatori. Oltre alla solidarietà che vogliamo manifestare resta apprensione e grande tristezza per quanto successo.
Il centro Italia è bloccato e per quanto ci riguarda non si tratta soltanto di raccolti distrutti, si sono verificati eccezionali problemi logistici che hanno impedito a quei pochi prodotti disponibili di arrivare ai mercati generali di molte città. Al Sud invece la morsa del freddo e la neve hanno dato il colpo di grazia a tutta la produzione di cicorie, insalate, cime di rapa, biete da costa e costine che ora sono quasi introvabili. Si sono un poco salvati finocchi e broccoli, che però naturalmente spuntano prezzi da capogiro. È un inverno molto sfortunato che se, come dicevamo la scorsa settimana, ha risparmiato le principali produzioni siciliane di agrumi, tuttavia ha persino coinvolto le coltivazioni in serra. Sapete che, per esempio, i pomodori in inverno in Italia ci sono, la Sicilia può produrli senza ricorrere a tecniche particolarmente insostenibili, ma anche questi ora scarseggiano. Si pensi che si registrano casi di furti di pomodori nell’isola, tanto che gli agricoltori sono costretti a prevedere la sorveglianza notturna delle serre.

carote-di-polignano
Carote di Polignano, Presidio Slow Food – Puglia

Di fronte a cotanti problemi, al consumatore medio non resta che cercare un rapporto diretto con i produttori della sua zona, per sostenerli e aiutarli come può e in base ai bisogni. Non ce la sentiamo di darvi un consiglio univoco questa settimana: ricorrete a ciò che è stato già stoccato, si conserva da mesi e quindi si trova al mercato con più facilità, come rape, patate e carote (se vogliamo escludere i prodotti importati dall’estero). Cercate di fare necessità virtù, anche se rimane davvero tanto amaro in bocca per molti amici produttori che davvero non sanno più che pesci pigliare.

 

Carlo Bogliotti
c.bogliotti@slowfood.it

Da La Stampa del 21 gennaio 2017

  • Hai imparato qualcosa di nuovo da questa pagina?
  • Si   No
SlowFood, Prendici Gusto, diventa socio
comments powered by Disqus