Legumi familiari: il fagiolo

Rimbocchiamoci le maniche

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Sta arrivando agosto e l’orto è al massimo della sua produzione. Per prolungare la raccolta e mantenere le piante in salute bisogna fare alcuni lavori. Preparare bene il terreno adesso, vuol dire riuscire a coltivare come si deve anche nei prossimi mesi, quindi le parole d’ordine di questa settimana sono: sarchiatura, rincalzatura e annaffiatura!

Per la sarchiatura ci vuole il sarchio: una sorta di zappa con un bidente dal lato opposto. Con l’aiuto di questo strumento si deve smuovere il terreno intorno alle piante per eliminare le infestanti e rompere la crosta superficiale, così da permettere una maggiore penetrazione di acqua e ricircolo d’aria. Per la rincalzatura ci vuole la zappa, che serve per coprire di terra la base della pianta in modo da proteggerla, darle maggior stabilità ed evitare l’evaporazione di acqua. Infine l’annaffiatura è di fondamentale importanza in questo periodo. Deve essere giornaliera e regolare per contrastare il caldo e, nel periodo estivo, va effettuata una volta al giorno, meglio se alla sera. Per mantenere l’umidità nel terreno si può inoltre ricorrere alla pacciamatura.

Le Leguminose

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Oltre alle Solanacee, in questo periodo nell’orto fa capolino anche un’altra famiglia: quella delle Leguminose cui appartengono i piselli, fagioli, fave e fagiolini.

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Le Leguminose devono essere presenti nel vostro orto perché nelle radici hanno dei batteri azoto fissatori, con cui vivono in simbiosi, che apportano azoto sia alla pianta sia al terreno. Per ottenere una consociazione favorevole, in modo da migliorare la crescita e la produzione, vanno posizionate vicino alle Crucifere, alle Solanacee e alle Cucurbitacee. Mentre bisogna evitare le consociazioni con Liliacee e Ombrellifere perché provocano marciumi e scarsa conservabilità della pianta.

Il Phaseolus vulgaris L.

Phaseolus vulgaris

Il fagiolo comune, quello da sgranare per intenderci, è una pianta annuale che appartiene alla famiglia delle Leguminose, dette anche Fabacee. Può essere rampicante, semieretto o nano. I rampicanti necessitano di sostegni come le canne.
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Al loro interno si trovano diversi semi che, a maturazione raggiunta, in base alla varietà coltivata risultano di colore bianco, giallo, verde, rossastro o screziato.

 

La semina avviene da fine aprile al nord e da fine febbraio al sud. Il terreno migliore è fertile e ben drenato, meglio se limoso-argilloso, con contenuto moderato di sostanza organica e pH compreso tra 5,5 e 6,8. La semina deve essere superficiale (circa 2 cm), e i semi vanno disposti a 80 cm di distanza tra le diverse file e a 15 cm di distanza sulla stessa fila. La temperatura ideale di germinazione è tra i 15 e i 18°C e a queste condizioni la piantina impiega una settimana a nascere. Ci sono alcune varietà di fagioli tardivi come quelli rampicanti che possono essere piantate a luglio, quindi siete ancora in tempo se vi è venuta voglia.

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Se il vostro raccolto di fagioli è molto cospicuo potete mettere da parte una piccola scorta per l’inverno. Farlo è facilissimo e veloce: basta sistemare i legumi in sacchetti di nylon e riporli direttamente nel freezer a congelare.

Ecco l’elenco dei fagioli tutelati da un Presìdio Slow Food:

Fagioli di Badalucco, Conio e Pigna (Liguria)

Fagioli di Casalbuono (Campania)

Fagioli di Paganica (Abruzzo)

Fagiolina del lago Trasimeno (Umbria)

Fagiolina di Arsoli (Lazio)

Fagiolo badda di Polizzi (Sicilia)

Fagiolo cosaruciaru di Scicli (Sicilia)

Fagiolo dente di morto di Acerra (Campania)

Fagiolo di Controne (Campania)

Fagiolo di Sorana (Toscana)

Fagiolo gialèt della Val Belluna (Veneto)

Fagiolo rosso di Lucca (Toscana)

Fagiolo rosso scritto del Pantano di Pignola (Basilicata)

Fagiolone di Vallepietra (Lazio)

Piattella canavesana di Cortereggio (Piemonte)

 

A cura di Marta Menegaldo

m.menegaldo@slowfood.it

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