Leggi Ti porto nell’orto se di topinambur non sai un tubero!

L’estate è agli sgoccioli, ma le giornate sono ancora calde e afose e il sole continua a scaldare, quindi non dimenticate di continuare ad annaffiare le vostre piante. Anche se il raccolto sta diminuendo, dedicate delle attenzioni a ciò che rimane nell’orto. Per esempio assicuratevi che i tutori che sostengono gli ultimi pomodori siano ben saldi a terra. Quando la stagione è terminata armatevi di vanga e, dopo aver estirpato tutti gli ortaggi che hanno terminato il loro ciclo vitale, rigirate il terreno e lasciatelo a zolle grossolane fino alla prossima primavera. Se invece volete seminare o trapiantare nelle prossime settimane, continuate a lavorare il terreno incorporando del letame con la zappa per poi livellare con il rastrello. A settembre è necessario iniziare a rincalzare i porri e i finocchi autunnali, oltre a imbianchire il sedano e i cespi di radicchio di Treviso precoce.

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Helianthus tuberosus L.

A rallegrare orti e giardini in questo periodo, fanno capolino dei bellissimi fiori gialli simili a grandi margherite che possono raggiungere fino ai 3 metri di altezza. Sono quelli dell’ Helianthus tuberosus L., il topinambur: un tubero appartenente alla famiglia delle Asteraceae considerato infestante perché cresce spontaneamente in molte zone d’Italia. Il topinambur, anche detto rapa tedesca o carciofo di Gerusalemme, ha un gusto particolare, che risulta una via di mezzo tra la patata e il carciofo.

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Come coltivarlo

Questa bellissima pianta, è semplice da coltivare perché essendo rustica richiede poche attenzioni. Predilige terreni a medio impasto, drenati e soprattutto umidi, infatti è facile trovarla vicino ai corsi d’acqua. Il clima ideale è quello mediterraneo e le precipitazioni di stagione dovrebbero essere sufficienti a garantire la giusta umidità alla pianta. La semina avviene in primavera, piantando i tuberi a una profondità di circa 20 centimetri con i germogli rivolti verso l’alto. È consigliabile mantenere almeno un metro di distanza tra un tubero e l’altro poiché i loro apparati tendono a moltiplicarsi velocemente e a estendersi sia in larghezza che in profondità. Per evitare che invada le altre coltivazioni può essere utile delimitare l’area dell’orto in cui verrà seminato.

La raccolta

La raccolta è scalare e avviene a partire da inizio autunno per poi proseguire durante tutto l’inverno. Il momento giusto per iniziare è quando la pianta perde il fiore. Dopo aver estratto a mano dal terreno i topinambur, bisogna pulirli bene lavandoli e spazzolandoli e, se non si consumano presto, vanno messi a bagno in acqua e limone per evitare l’ossidazione a contatto con l’aria.

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I topinambur possono essere anche coltivati in vaso, in questo caso principalmente come piante ornamentali poiché le dimensioni ridotte del contenitore impediscono la crescita della radice.

Proprietà

In cucina i carciofi di Gerusalemme sono molto versatili e si possono consumare anche crudi in pinzimonio. Oltre ad essere ricchi di sali minerali e vitamina C, contengono inulina: una fibra solubile non digeribile per l’uomo che favorisce la digestione, regolarizza la funzionalità intestinale, rallenta l’assorbimento di colesterolo nell’intestino e può essere assunta anche dai diabetici.

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Ora non potete più dire che del topinambur non ne sapete un tubero!

 

 

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