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Pastic Free? Sì, grazie

I consigli utili di Slow Food Lazio per passare dalle parole ai fatti al mare, in montagna e in città.

 

 

In concomitanza con le vacanze estive  è entrata in vigore la  Direttiva (UE) 2019/904 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 5 giugno 2019 che impone a partire  dal 3 luglio 2021 la riduzione dell’incidenza dei prodotti di plastica sull’ambiente. Dovremmo, infatti, ridurre il consumo e la produzione di plastica monouso, con l’obiettivo di “prevenire e ridurre l’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente, in particolare l’ambiente acquatico, e sulla salute umana, nonché promuovere la transizione verso un’economia circolare con modelli imprenditoriali, prodotti e materiali innovativi e sostenibili, contribuendo in tal modo al corretto funzionamento del mercato interno”.

Nell’Unione, dall’80 all’85 % dei rifiuti marini rinvenuti sulle spiagge sono plastica: di questi, gli oggetti di plastica monouso rappresentano il 50 % e gli oggetti collegati alla pesca il 27 % del totale. I prodotti di plastica monouso comprendono un’ampia gamma di prodotti di consumo frequente e rapido che sono gettati via una volta usati, raramente sono riciclati e tendono pertanto a diventare rifiuti. I filtri di prodotti del tabacco contenenti plastica sono il secondo articolo di plastica monouso più frequentemente rinvenuto sulle spiagge dell’Unione.

Sono esempi di contenitori per alimenti da considerare prodotti di plastica monouso: contenitori per fast food, scatole per pasti, per panini, per involtini e per insalate con alimenti freddi o caldi, o contenitori per alimenti freschi o trasformati che non richiedono ulteriore preparazione, quali frutta, verdura o dolci.

E tutti quelli destinati al consumo immediato, sul posto o da asporto, generalmente consumati direttamente dal recipiente e pronti per il consumo senza ulteriore preparazione (per esempio cottura, bollitura o riscaldamento).

Sono esempi di contenitori per bevande da considerare prodotti di plastica monouso: bottiglie per bevande o imballaggi compositi per bevande utilizzati per birra, vino, acqua, bibite rinfrescanti, succhi e nettari, bevande istantanee o latte e tappi e coperchi di plastica utilizzati per contenitori in vetro e metallo per bevande.

La presenza di sostanze chimiche pericolose in assorbenti, tamponi igienici e applicatori per tamponi dovrebbe essere scongiurata nell’interesse della salute delle donne.

L’articolo 5 della direttiva vieta l’immissione sul mercato di: bastoncini cotonati, posate, piatti, aste da attaccare a sostegno dei palloncini e tazze per bevande in poliestere.

L’articolo 7 della direttiva, prevede poi che sia appositamente inserito sull’imballaggio o sul prodotto stesso una marcatura in caratteri grandi, leggibili e indelebili che comunica ai consumatori:

  1. le modalità corrette di gestione del rifiuto per il prodotto, per lo stesso prodotto, le forme di smaltimento dei rifiuti da evitare;
  2. e la presenza di plastica nel prodotto e la conseguente incidenza negativa sull’ambiente della dispersione o di altre forme di smaltimento improprie del rifiuto.

La marcatura è prevista per i seguenti prodotti:

1) Assorbenti e tamponi igienici e applicatori per tamponi;

2) salviette umidificate, ossia salviette pre-inumidite per l’igiene personale e per uso domestico;

3) prodotti del tabacco con filtri e filtri commercializzati in combinazione con i prodotti del tabacco;

4) tazze per bevande

Nell’art. 10 “misure di sensibilizzazione” si invitano gli Stati Membri ad adottare “… misure volte a informare i consumatori e a incentivarli ad adottare un comportamento responsabile al fine di ridurre la dispersione dei rifiuti derivanti dai prodotti contemplati dalla presente direttiva”.

Va sottolineato però che Il problema si pone anche sul monouso di materiali considerati biodegradabili e compostabili, identificando tra gli ammessi solo quelli derivati da materie prime naturali il cui processo non viene modificato chimicamente (art.3) indirizzando le prossime sfide ambientali, inserite sia nel PNRR che nel Piano d’azione per l’economia circolare, a un cambiamento dell’attuale paradigma di produzione e consumo. Un modello di produzione e consumo quindi, che riduca il monouso in favore del riutilizzo e del riciclo degli stessi materiali al termine del loro ciclo di vita.

 

Riportiamo di seguito alcuni consigli pratici elaborati da Slow Food Lazio per passare dalla pratica del Monuso al Plastic Free:

 

1. Diciamo definitivamente addio alle cannucce di plastica per ogni tipo di bevanda. Chi non ne può fare assolutamente a meno, scelga quelle compostabili e commestibili: mohjito al bucatino!

 

2. Le stoviglie monouso di plastica sono una vera e propria piaga per l’ambiente.  Stoviglie compostabili o riutilizzabili, si! Ma… “mali estremi, estremi rimedi” portiamo le stoviglie da casa, perché no?

 

3. Dentifrici, shampoo, saponi, cosmetici e scrub spesso contengono microsfere plastiche. Per averne conferma ed evitarli leggi l’etichetta e stanne alla larga se trovi alcuni nomi come polyetilene (PE) polyetylene terephthalate (PET), polystyrene, polyamide, polyester, polipropilene (PP) Polymethyl methacrylate (PMMA) e nylon. Prediligi, invece,  prodotti con pochi ingredienti, soprattutto naturali. Lo scrub con farina di mandorle, o di cocco, o di mais ha la stessa efficacia e l’ambiente ringrazia! Invece dei dischetti struccanti in cotone usa e getta, si possono acquistare quelli in stoffa lavabili.

Per i detersivi indirizza i tuoi acquisti su quelli alla spina e biodegradabili.

 

4. Ti consigliamo di acquistare sempre frutta e verdura sfuse, fresche e di stagione senza imballaggi o con pellicole, vassoi di polistirolo e vaschette di plastica usa e getta. “Porta la sporta” diceva una campagna dell’associazione dei Comuni virtuosi. Si! portiamo per la spesa gli shopper riutilizzabili.

 

5.“Non mangiate niente che la vostra bisnonna non riconoscerebbe come cibo”, esorta lo scrittore Michael Pollan nel suo Breviario di resistenza alimentareEvitiamo i cibi pronti o precotti fasciati in vaschette di plastica usa e getta.

 

6. Tutto ciò che è già imballato e igienicamente al sicuro come, per esempio, le bibite in lattine di alluminio non ha necessità di ulteriori  imballaggi di plastica e con relativi anelli: facciamo a meno dei multipack!

 

7. Al lavoro, in gita, ovunque, portiamo i contenitori porta acqua in alluminio o di altro materiale ecologico. Utilizziamo l’acqua del rubinetto o le casette dell’acqua dislocate nei punti nevralgici dei paesi e delle città. I distributori automatici di acqua e bevande sono anch’essi un’ottima alternativa.

 

8. I tetrapack nei quali sono contenuti succhi di frutta o latte hanno la plastica accoppiata al cartone. Preferiamo bottiglie di vetro o i distributori di latte fresco.

 

9. Poniamo attenzione alle lattine di alluminio (salse, verdure, carne, pesce, etc.): alcune di esse sono rivestite al loro interno con la plastica (così come molti tappi di metallo).

 

10. Le gomme da masticare un tempo erano realizzate con la linfa di betulla, oggi sono prodotte con un polimero del petrolio e la loro elasticità è dovuta a un lubrificante il polyisobutene non biodegradabile e pericoloso per l’ambiente.

 

11. Usiamo meno pannolini per bambini usa e getta. Per le donne invece una valida alternativa da provare sono “le coppette mestruali”.

 

12. Compriamo vestiti in tessuto e fibre naturali evitiamo le fibre sintetiche.

 

13. Preferiamo i giocattoli di materiale come il legno, o in fibre naturali. Orientiamo le nostre azioni sullo scambio e il dono.

 

14. L’accensione di una sigaretta immette migliaia di sostanze chimiche tossiche nell’ambiente, buona parte di queste rimangono nel filtro così come la sostanza plastica di cui è costituito lo stesso filtro.

 

15. Teniamo pulito il nostro bene pubblico e comune, diamo l’esempio differenziando correttamente i rifiuti e se possibile togliamoli quando li troviamo abbandonati in mare o sulla spiaggia.

Articolo a cura di Clara Damato e Ines Innocentini, Slow Food Lazio

Approfondimenti:

https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32019L0904

https://www.slowfoodeditore.it/it/terra-futura/la-plastica-nel-piatto-9788809879171-875.html

https://www.greenpeace.org/static/planet4-italy-stateless/2021/04/c385f959-sintesi-greenpeace-direttiva-sup.docx.pdf