Comunità del cibo

La comunità è composta da giovani e anziani uniti da vincoli di parentela a amicizia, i quali in modo spontaneo e forti dei loro legami si sono riuniti mettendo a disposizione terreni di loro proprietà e destinandoli alla produzione agricola. Nei campi di proprietà vengono coltivati lenticchie, fave, piselli, cicerchie, albicocche, gelsi, pomodori di Santo Stefano, fichi capperi e melanzane violette. Tra le varietà più rare trovano posto le cipolle rosa giganti.

Area di produzione
Ventotene, provincia di Latina, Lazio

La comunità è composta dagli apicoltori montani della provincia di Rieti che producono miele millefiori seguendo il metodo tradizionale dell’unica raccolta al termine dell’estate, senza apportare trasformazioni al prodotto mediante processi di deumidificazione artificiale, cristallizzazioni indotte e pastorizzazioni. Le condizioni climatiche già solitamente avverse e ulteriormente amplificate dai cambiamenti in atto negli ultimi anni, hanno limitato sensibilmente le capacità produttive della comunità; anche l’inquinamento genetico dell’Apis mellifera Ligustica autoctona ha contribuito a rendere critico l’aspetto della capacità produttiva. Le zone d’allevamento, solitamente pascoli montani o boschi, lontane dalle coltivazioni intensive e dai conseguenti trattamenti agronomici, consentono ancora la facile coesistenza dell’ape con l’ambiente agricolo.

Area di produzione
provincia di Rieti

La comunità dei produttori opera per valorizzare l’itrana, una varietà antica, a doppia attitudine. Solo nell’ultimo decennio si è messo in luce il valore assoluto dell’olio che se ne estrae, frutto di una crescente cultura produttiva, spinta ormai oltre la tradizionale oliva da tavola gaeta. La comunità riunisce chi produce legando le proprie fatiche a un destino comune, organizzando scambi, momenti di confronto, azioni condivise per la difesa e lo sviluppo della cultivar. Il territorio di appartenenza è quello della provincia di Latina, nel sud del Lazio, dove l’itrana ha saputo, nei secoli, acclimatarsi in modo distinto, secondo le aree, i terreni, i microclimi diversi; dai salubri oliveti d’origine della città di Itri alle zone più interne e alte di Cori e Roccamassima, fino alle prodighe colline di Priverno e Sonnino. Il risultato del lavoro dei produttori è un extravergine dotato di autentica personalità, erbaceo e fruttato, irrinunciabile compagno delle molte pietanze storiche locali, legate ad antichi ortaggi e a pregevoli pescati di mare.

Area di produzione
Provincia di Latina, Lazio

La comunità si trova in una zona rurale alle porte di Roma, preda negli ultimi 20 anni di speculazioni edilizie per ottenere soluzioni abitative più economiche senza alcun riguardo per il paesaggio o per le conseguenze sul tessuto sociale. Il progetto è iniziato nell’ottobre del 2011 piantando un albero nel giardino della scuola dell’infanzia dell’Istituto Comprensivo di Fiano Romano. In seguito sono state presentate le attività del progetto ai genitori e ai nonni. Il centro socio-riabilitativo distrettuale per i disabili collabora nelle iniziative di orticoltura. Per la riuscita di questo progetto è importante la collaborazione, il lavoro di gruppo, l’integrazione dei diversamente abili, la sensibilizzazione e il rispetto per l’ambiente. Le attività come la panificazione e la raccolta delle olive hanno contribuito a stimolare un maggiore rispetto per il cibo e per chi lo produce.

Area di attività
Sabina, provincia di Roma, Lazio

Le due scuole dell’infanzia I Monelli e Torre di Babele partecipano insieme al progetto Orto in condotta. Entrambe hanno un piccolo orto in cui gli alunni lavorano, armati di palette, guanti, secchielli, annaffiatoi e rastrelli e seguono da vicino il naturale ciclo della natura. Queste attività sono particolarmente utili in quanto partendo dall’esperienza sul campo gli alunni assimilano nuovi concetti in modo induttivo, sviluppano le capacità sensoriali e si avvicinano a gusti e sapori nuovi. Seguendo il ciclo di vita della pianta, gli studenti si meravigliano e si interessano a ciò che mangiano, sviluppando gusti e preferenze. Oltre allo studio di forme e colori, sono riscoperti usi e tradizioni del passato come l’usanza di lavare i denti con le foglie di salvia. Per i bambini di città il contatto con la natura non è così frequente e l’orto permette loro di capire che le “erbe profumate” che si usano in cucina non nascono nel supermercato, così come le colorate verdure che trovano nel piatto a casa o in mensa.

Area di attività
Roma, Lazio

La comunità opera per salvaguardare il ruolo di custodi che gli osti storicamente rivestono nei confronti della tradizione alimentare locale. Grazie a un disciplinare condiviso da tutti quelli che ne fanno parte, i membri della comunità lavorano per promuovere e tutelare cibi e tradizioni locali organizzando eventi, serate e incontri.

Area di attività
Frascati, provincia di Roma, Lazio

La comunità del nero buono di Cori nasce dalla volontà di alcune aziende locali saldamente impegnate a preservare un vitigno simbolo di tradizione storica, sociale, economica e culturale del proprio territorio. Recenti studi collocano la viticoltura a Cori in età preromana. La tradizione orale degli abitanti vuole che la cultivar del nero buono sia stata portata a Cori dal console romano Lucio Quinzio Cincinnato. Notizie certe sono estratte dagli statuti del Comune di Cori dell’XI secolo d.C. e collocano l’attribuzione del nome nero buono a una varietà a bacca nera coltivata da tempo immemore che dava un vino “nero buono”. Oggi il vitigno oggi, grazie alla caparbietà dei produttori, gode di una rinnovata notorietà, ed è utilizzato per produrre vini con caratteristiche organolettiche uniche e ben definite.

Area di produzione
Cori, provincia di Latina, Lazio

La comunità mira a salvaguardare produzioni antiche: in prevalenza varietà di legumi a rischio di estinzione e di cui si vuole riprendere la coltivazione. Le operazioni colturali vengono effettuate a mano, senza concimi chimici e diserbanti. Il raccolto viene fatto essiccare e dunque conservato in sacchi di tela riposti in luoghi asciutti e freschi. La coltura viene seminata in primavera e le rotazioni utilizzate sono quelle a cicli triennali o sessennali. Tutte le fasi di produzione sono manuali: la raccolta dei baccelli essiccati sulla pianta; l’esposizione dei baccelli su teli di cotone in ambienti assolati e ventilati; la sgranatura dei fagioli dai baccelli e la stesura su teli di cotone in ambienti semi-assolati.

Area di produzione
Province di Roma e Frosinone, Lazio


La comunità Barikamà è composta da alcuni ragazzi provenienti da Mali, Senegal, Guinea, Benin, Gambia e altri paesi africani che hanno fondato una cooperativa destinata alla produzione di yogurt e di ortaggi biologici per favorire l’integrazione sociale e creare un piccolo reddito per coloro che fanno fatica a trovare un lavoro una volta arrivati in Italia. Alcuni di loro sono reduci da fenomeni di capolarato e hanno deciso di fondare il progetto dopo le dure proteste contro lo sfruttamento dei braccianti agricoli a Rosarno nel 2010. A integrare il gruppo ci sono due ragazzi italiani affetti da sindrome di Asperger che collaborano al progetto per la parte di comunicazione informatica. La produzione avviene presso il Casale di Martignano e viene distribuita a negozi e gas di Roma.

Area di produzione
Roma e provincia, Lazio

Quelle che un tempo si consideravano come erbe eduli sono, con il crescente peso dell’agricoltura industriale nel secolo scorso, divenute fonte di problemi per le colture erbacee in quanto erbe competitrici: sono così state riclassificate con il nome di malerbe o erbe cattive. La comunità delle Cicoriare, composta da una ventina di persone, si occupa di valorizzare queste erbe spontanee per trarre reddito e per non perdere la memoria di antichi usi alimentari. La comunità è attiva a livello sociale, con seminari e lezioni direttamente sul campo per capire quali specie raccogliere e con che modalità, ma anche attraverso l’organizzazione di stage di cucina per scoprire il loro uso alimentare.

Area di produzione
Cori-Giulianello, Lazio