Comunicati stampa

Quale politica del cibo per il Lazio?

Lettera aperta di Slow Food Lazio ai candidati ad amministrare la Regione Lazio alle elezioni del 12 e 13 febbraio 2023.

 

Alla vigilia dell’importante voto amministrativo l’Associazione Slow Food Lazio rivolge un appello ai futuri amministratori regionali affinché le azioni di governo del nostro territorio siano ispirate a garantire la qualità degli alimenti con più diffusi controlli lungo la filiera del cibo, ad assicurare la dignità del lavoro riconoscendo equi salari ai lavoratori agricoli spesso vittime di sfruttamento, alla tutela dell’ambiente sotto l’aspetto dell’inquinamento dei suoli, delle acque e dell’aria, al contrasto dello spreco di cibo che troppo spesso viene percepito come effetto di logiche produttive inaccettabili in un contesto di povertà diffusa e crescente come quella presente oggi in Italia.

Il cibo non è solo una merce, è il prodotto più importante dell’uomo perché da esso dipende la vita. Alla produzione, alla distribuzione e al consumo di cibo dipendono molti aspetti della nostra vita: dall’ambiente, alle salute, alla giustizia sociale.

Chiediamo che il cibo buono, giusto, pulito e per tutti, elementi essenziali dell’Associazione Slow Food, nata più di 30 anni fa e attiva in tutto il mondo, ispiri le buone pratiche amministrative in materia agricola, nella produzione, trasformazione, distribuzione e vendita del cibo.

In tal senso Slow Food Lazio, richiama i futuri eletti a un impegno specifico e lungimirante sul tema del cibo, sull’alimentazione, sui valori che dovrebbero ispirare la produzione, la vendita, l’acquisto e il consumo di cibo nella regione Lazio.

Slow Food Lazio sottolinea la necessità di consumi alimentari consapevoli nelle mense di strutture pubbliche, dalle scuole agli ospedali, dalle comunità alle Università: nelle mense vanno promossi il consumo di prodotti biologici, la fornitura di prodotti stagionali e coltivati/lavorati non lontano dal luogo di consumo e provenienti il più possibile da aziende di agricoltura sociale.

I menù delle mense devono prevedere meno proteine di origine animale e più proteine di origine vegetale come i legumi, per rendere più sostenibili(sia per la salute, sia per l’ambiente) e consapevoli i consumi.

Per difendere e diffondere la conoscenza della grande biodiversità alimentare della nostra Regione, che con 6 milioni di residenti è la seconda più abitata d’Italia, dopo anni di pandemia va ritrovata e rilanciata la vendita e l’acquisto del cibo in presenza, in particolare nei mercati, luoghi non solo di compravendita ma di racconto e di valore sociale: la creazione di una rete di mercati di qualità, presenti in ogni provincia e animati da produttori e artigiani del cibo, consentirebbe la sopravvivenza e lo sviluppo dell’agricoltura contadina sinonimo di stagionalità, minori trasporti, quindi meno inquinamento e maggiori poteri nutrizionali, economia locale.

Slow Food Lazio chiede alla nuova Amministrazione  un impegno sincero a favore del diritto al cibo e dell’accesso a un’alimentazione sana, buona, pulita e giusta ai molti che oggi ne hanno bisogno. Chiediamo che la Regione Lazio promuova iniziative efficaci per ridurre lo spreco alimentare a cominciare dalla ristorazione collettiva nella quale ha la facoltà di intervenire, nelle mense ospedaliere e in tutti gli ambiti dove può svolgere un’azione di contrasto. L’Amministrazione regionale è chiamata a intervenire per prevenire questa piaga laddove il cibo si spreca: non raccogliendolo perché antieconomico, non consumandolo perché lasciato scadere o deteriorare, gettandolo nei rifiuti per problemi di distribuzione e vendita.

In una società nella quale la povertà e la disoccupazione sono in crescita, la qualità dell’ambiente è minacciata e l’accesso alle condizioni minime di sopravvivenza è pregiudicato, Slow Food Lazio indica nelle mense sostenibili e virtuose, nei Mercati della Terra, nella lotta agli sprechi di cibo e nel contrasto alla povertà, gli ambiti di intervento politico prioritario e virtuoso in un’ottica di Food policy regionale.

Slow Food nel Lazio, da sempre in proficuo rapporto con le istituzioni pubbliche sulle citate progettualità, è presente con una capillare rete di realtà locali e Comunità e migliaia di soci, attivisti e sostenitori, aziende agricole, osti, cuochi e ristoratori, insegnanti e giovani impegnati a mantenere e tutelare la matrice culturale non solo del Bel Paese ma anche del Buon Cibo per tutti.

 

Per info: www.slowfoodlazio.org

Portavoce: Luigi Pagliaro, tel. 335.318537 – portavoce@slowfoodlazio.org

 

DICONO DI NOI

Roma Today

New Tuscia

Tuscia Up

Viterbo News