L’Appennino non è uno svincolo dell’autostrada

SoniaChellini
Sonia Chellini, vicepresidente di Slow Food Italia

Castel del Giudice ci aspetta. Certo arrivarci non è facile e comodo, qualunque sia il mezzo di trasporto scelto, ma in Appennino è così.
Che questo sia uno svantaggio o una fortuna dipende da cosa cerchiamo, ma soprattutto dalle scelte che si fanno: scelte di politica nazionale, locale, di Comunità. Per questo abbiamo pensato che fosse giunto il momento di riunire gli attori principali di queste scelte: i sindaci e gli amministratori dei borghi della dorsale.
Sono stati tra i nostri compagni di viaggio negli Stati Generali delle Comunità dell’Appennino, hanno portato insieme ai cittadini, ai piccoli imprenditori e ai contadini, agli artigiani e agli operatori culturali la voce dei resistenti, di chi non intende rinunciare ad una prospettiva, ad una nuova opportunità per la montagna. E allora perché non costruire una rete tra coloro che trasformano fattivamente i progetti delle comunità in buone pratiche? Perché non tentare di realizzare un laboratorio permanente di scambio, approfondimento, sperimentazione per rilanciare – con un approccio condiviso – le aree interne ed evidenziarne l’importanza nell’economia e nell’ossatura sociale e culturale del nostro paese, favorendone infine la valorizzazione?
castel_del_giudicePer noi di Slow Food il grande insegnamento di Terra Madre è stato proprio questo: non esistono linguaggi diversi e incomprensibili tra loro quando si condivide l’esperienza del proprio lavoro, un percorso di sostegno e di solidarietà o il desiderio e la volontà di essere cittadini di un mondo che supera le diseguaglianze e riconosce le pari opportunità.
Questa prima Assemblea dei Sindaci e degli amministratori l’abbiamo dedicata alla fragilità dell’Appennino, quella fragilità specifica data dall’imprevedibilità degli eventi sismici, o dalla prevedibilità dei dissesti idrici e idrogeologici causati dall’abbandono, dall’incuria o dalla prepotenza delle speculazioni. E su quanto questi eventi incidano sulla tenuta delle reti sociali e delle economie locali, sull’abbandono dei luoghi.
Come nell’antica tradizione dei telai, nei prossimi giorni a Castel del Giudice intesseremo, sull’ordito realizzato dal 2013 con gli Stati Generali, la trama della politica amministrativa. Quella di tutti i giorni, quella che può migliorare, nelle piccole cose, la qualità della vita delle persone e la bellezza dei territori.

 

Sonia Chellini

s.chellini@slowfood.it

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