L’agosto dei morti viventi: Trump e Junker resuscitano il Ttip

Il Ttip non è morto, è in piena salute e bisogna agire per bloccarlo subito. Il presidente statunitense Donald Trump e il capo della Commissione europea Jean-Claude Juncker vogliono riavviare le trattative di questo accordo tossico senza coinvolgere nessun Parlamento. Obiettivo finale? Spianare la strada alle grandi forze economico-finanziarie sulle due sponde dell’Atlantico, eliminando regole e barriere a tutela dei diritti, della salute, dell’economia sana e dell’ambiente.

In risposta ai tentativi chiudere il negoziato dentro stanze segrete, la Campagna Stop Ttip Italia (di cui Slow Food fa parte) oggi pubblica un nuovo rapporto dal titolo: “Zombie-TTIP: il ritorno di un trattato mai morto“, che svela le trame tessute da Bruxelles e Washington contro l’interesse pubblico, alle spalle di cittadini, politica e organizzazioni della società civile.

Il silenzio della politica italiana ed europea è preoccupante, e così i cittadini sono chiamati a mobilitarsi, nella calura estiva, per chiedere ai loro rappresentanti di esercitare il loro ruolo istituzionale. Per questo Stop Ttip lancia oggi una campagna di pressione sul Parlamento italiano ed europeo, che non si fermerà fino a quando questo negoziato non sarà abbandonato. La fretta della Commissione di chiudere un trattato con gli Stati Uniti prima delle elezioni europee 2019 è inaccettabile: gli eurodeputati e i partiti che sosterranno anche con il silenzio questa agenda folle, dovranno renderne conto in campagna elettorale.

Scriviamo ai parlamentari europei!

Gli indirizzi dei parlamentari si trovano ai seguenti link:

La lettera

Gentile Parlamentare,

Come emerge da questa pubblicazione (https://bit.ly/2vaozkr) la Commissione Europea e il Governo degli Stati Uniti intendono avviare il negoziato di un trattato di libero scambio pericolosamente simile al TTIP, senza consultare l’Europarlamento o i Parlamenti nazionali. Ritengo questo un fatto inaccettabile, specialmente dopo anni di battaglie per una maggiore trasparenza e per la riforma di un’agenda commerciale che mina alla base i diritti delle persone e la salute degli ecosistemi. La forte contrarietà alle politiche di liberalizzazione selvaggia sono state espresse da 3,5 milioni di cittadini europei, fra cui 75 mila italiani. Oltre 40 mila persone sono scese in piazza il 7 maggio 2016 per dire No al TTIP e a tutti gli accordi commerciali che non tutelano l’agricoltura, l’ambiente, che mettono in crisi l’economia sana, i diritti del lavoro e accelerano la privatizzazione dei servizi pubblici.  Le chiedo pertanto di prendere pubblicamente una posizione contraria rispetto a questo nuovo tentativo di aggirare la volontà dei cittadini italiani ed europei, una posizione di cui terrò conto alle prossime elezioni.

Cordiali saluti

 

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