La Cina sceglie il sughero

Duecentoventicinquemila foreste e un miliardo e mezzo di tappi prodotti e venduti: quello del sughero è per l’Italia uno dei mercati che meglio serra le fila contro la crisi, con cifre da capogiro e un patrimonio naturale che fa del Bel Paese il terzo produttore di sughero del mondo, dopo Portogallo e Spagna. I tappi prodotti sono destinati al mercato vitivinicolo, e col tempo sono entrati a far parte dell’immaginario popolare come simbolo dell’alta qualità italiana, dell’artigianalità e della tradizione.

La conferma giunge oggi dalla Cina, dove è stato condotto nei mesi scorsi dall’Associazione portoghese del Sughero (Apcor) e Ctr Market Research uno studio per quantificare la percezione di questo tipo di chiusura. I risultati sono stati eclatanti: dei 2001 intervistati (tra i 16 e i 24 anni), l’85% ritiene che il sughero sia simbolo di alta qualità e prestigio. «I tappi di sughero – spiega Carlos de Jesus, Global Communications Director di Apcor – coprono il 70% del mercato globale delle tappature. Abbiamo ancora molto lavoro davanti a noi, dal momento che il nostro intento è mantenere il tappo di sughero naturale come la tappatura preferita anche per le future generazioni. Questo punto è cruciale, in quanto la Cina è oggi il mercato numero uno al mondo per il vino rosso».

Lo studio condotto in Cina è speculare a quello di pochi mesi fa, condotto dalla Tragon Corporation, che mette sotto la lente d’ingrandimento i pareri degli intervistati statunitensi, dei quali il 93% percepisce il vino tappato con sughero “di alta qualità”. A tutto ciò si oppone, tuttavia, la percentuale di vino esportato che viene rispedito al produttore a causa del classico “sapore di tappo”: si parla del 12% di tutta la produzione, un numero non da poco. Ma studi e previsioni sono contrastanti: c’è chi, come Robert Parker – uno dei più importanti critici del vino -, afferma che nel 2015 i tappi in sughero saranno in minoranza; altri, invece, ne esaltano le proprietà e puntano alla tradizione e alla riconoscibilità della produzione italiana. Slow Food è impegnato nella protezione del sughero, con la campagna “Stiamo con il sughero”.

Maria Ciaramella
m.ciaramella@slowfood.it 

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