La Camera dice sì, primo passo verso la legge che riduce lo spreco alimentare

Con 276 voti a favore, nessun contrario e 106 astensioni (quelle dei deputati di M5S, FI e Lega) Montecitorio apre la strada alla proposta di legge per il contrasto agli sprechi alimentari e farmaceutici attraverso la donazione e distribuzione per fini di solidarietà sociale.

spreco

«L’obiettivo principale della nuova legge è favorire il recupero e provare a raddoppiare la donazione delle eccedenze», spiega la deputata Pd Maria Chiara Gadda, prima firmataria del provvedimento.

Finalmente anche l’Italia si prepara ad avere una normativa che riduca un malcostume e una vergogna che tra l’altro ci costa 13,5 miliardi di euro l’anno.

Tra le novità rispetto al testo base, l’Aula ha approvato due emendamenti del Pd: il primo prevede che anche gli enti pubblici, e dunque non solo le onlus, potranno essere considerati “soggetti donatori”. Il secondo stabilisce che si possono donare anche i cibi e farmaci con etichette sbagliate, purché le irregolarità non riguardino la data di scadenza del prodotto o l’indicazione di sostanze che provocano allergie e intolleranze. Non sarà poi richiesta la forma scritta per le donazioni gratuite di cibo, farmaci e altri prodotti, secondo quanto prevede un altro emendamento della Commissione approvato dall’Aula. Via libera anche all’Ordine del giorno di Milena Santerini, del gruppo Democrazia Solidale-Centro Democratico, che impegna a coinvolgere nella prevenzione dello spreco anche le mense scolastiche, aziendali e ospedaliere. Infine più spazio alle cosiddette produzioni a “chilometro zero”, che dovranno essere promosse dal ministero delle Politiche agricole nel quadro di azioni mirate alla riduzione degli sprechi.

Il provvedimento definisce per la prima volta nell’ordinamento italiano i termini di “eccedenza” e “spreco” alimentari, fa maggiore chiarezza tra il termine minimo di conservazione e la data di scadenza, e punta semplificare le procedure per la donazione, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e della tracciabilità. È consentita la raccolta dei prodotti agricoli che rimangono in campo e la loro cessione a titolo gratuito; si dice in modo chiaro che il pane potrà essere donato nell’arco delle 24 ore dalla produzione; e per ridurre gli sprechi alimentari nel settore della ristorazione, è permesso ai clienti l’asporto dei propri avanzi con la family bag.

Il Governo non nasconde i suoi successi nel campo: «Con la Legge di stabilità abbiamo reso per le aziende più conveniente donare che sprecare, ogni anno recuperiamo 550mila tonnellate di cibo in eccedenza e le distribuiamo a chi è in difficoltà. Puntiamo a fare di più e meglio. Il nostro obiettivo è portare queste tonnellate a 1 milione entro il 2016 e stiamo rafforzando l’impegno del tavolo indigenti che ci vede in prima linea insieme agli enti caritativi, al mondo dell’industria, alla grande distribuzione e alle organizzazioni agricole» commenta Maurizio Martina, ministro delle Politiche Alimentari e Forestali.

Finalmente un passo avanti. Aspettiamo fiduciosi la conferma di Palazzo Madama e continuiamo con le nostre campagne di sensibilizzazione ed educazione del consumatore e nelle scuole.Il nostro spreco quotidiano, come smettere di buttar via cibo e risorse

Stando all’ultimo studio del Politecnico di Milano scopriamo che le rimanenze alimentari in Italia ammontano a 5.590.000 tonnellate, pari a oltre 13,5 miliardi di euro. Di queste i consumatori sono responsabili del 43%, la distribuzione del 13%, la ristorazione del 4%, la trasformazione del 3% e il settore primario del 37%.

Benissimo le leggi (e aspettiamo fiduciosi il voto di Palazzo Madama), ma questi dati ci dicono che ognuno di noi può e deve contribuire al raggiungimento dello spreco zero. Avete dato un’occhiata alla nostra guida Il nostro spreco quotidiano, come smettere di buttar via cibo e risorse?

La legge antispreco nel dettaglio su repubblica.it

Fonte: La Repubblica e il messaggero

 

 

 

 

 

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