La biodiversità conquista la scena del Bocuse d’Or

Presìdi Slow Food protagonisti della finale del Bocuse d’Or Europe

Il piatto vincitore (con l’asparago violetto!)

È la Norvegia a conquistare il Bocuse d’Or Europa 2018, premio valido per la partecipare alla finale mondiale del concorso di alta gastronomia sponsorizzato da S.Pellegrino. Ad assicurarsi la qualificazione per la sfida di Lione 2019, lo Chef Christian André Pettersen e la sua squadra del ristorante Mondo, di Sandnes.

E in effetti la Scandinavia ha fatto da padrona a questa edizione torinese del Bocuse: al secondo posto troviamo infatti la Svezia, mentre è la Danimarca si porta a casa il bronzo. Era la prima volta che la Selezione europea del Bocuse d’Or approdava in Italia e proprio a Torino ormai eletta a capitale d’Italia della gastronomia. Ciononostante il team italiano si è dovuto accontentare del premio per il miglior aiuto (commis), attribuito al belga Curtis Mulpas, che lavora con lo chef Ruggieri nel ristorante stellato a Parigi sui Campi Elisi.

I veri protagonisti sono stati i prodotti. Oltre a quelli obbligatori, i 20 chef europei dovevano usare quelli presenti nel mercato interno alla manifestazione. Ma almeno uno tra quelli scelti doveva essere un Presidio Slow Food. Gli chef hanno potuto scegliere tra la cipolla paglina di Castrofilippo, l’aglio di Caraglio, gli antichi pomodori di Napoli, l’asparago violetto di Albenga e il cappero di Salina. Il prodotto più scelto dagli chef è stato l’asparago violetto, forse attirati dal colore insolito dovuto al suo patrimonio genetico.

Con 500 progetti di tutela nel mondo, i Presìdi Slow Food coinvolgono più di 13.000 realtà produttive in 68 Paesi. Una rete mondiale che condivide e tramanda conoscenze, metodi di produzione sostenibili e, naturalmente, eccellenze gastronomiche. I produttori dei Presìdi, con il loro lavoro, sostengono l’economia locale, producono reddito, tutelano l’ambiente e salvano dall’estinzione razze autoctone, varietà locali di frutta, ortaggi e tecniche artigianali.

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