In libreria “Spaghetti cozze e vongole” di Nicola Lagioia, Premio Strega 2015 Nicola Lagioia

piatto spagheti cozze vongolePer ogni piatto una storia: Slow Food Editore ve la racconta attraverso le parole di grandi narratori contemporanei nella collana Piccola biblioteca di cucina letteraria. Una serie di volumi, ognuno dedicato a una ricetta, in cui si parte dal piatto per raccontare stralci di vita, aneddoti, riflessioni. Come in Spaghetti cozze e vongole del Premio Strega 2015 Nicola Lagioia, appena uscito in libreria. Un racconto delicato e commovente, Un ritratto autobiografico attraverso gli spaghetti cozze e vongole, pretesto per raccontare una vita e una conoscenza. Quella con Chiara, sua moglie.

Ma come si preparano gli spaghetti cozze e vongole perfetti secondo Lagioia? Per festeggiare l’uscita in libreria vi regaliamo uno stralcio del racconto, in cui l’autore rivela i suoi segreti per la preparazione di questo famoso piatto della tradizione gastronomica italiana.

«Lo spaghetto cozze e vongole comincia in pescheria. Mai comprare frutti di mare già sgusciati. Non è tanto un problema di estetica, che pure nel piatto il suo ruolo lo riveste. Il fatto è che, dopo aver soffritto l’aglio in olio d’oliva – inclinando di tanto in tanto la padella in modo che gli spicchi crepitino allegramente – si verseranno cozze e vongole e subito le si dovrà sfiammare con mezzo bicchiere di vino bianco. Ecco. Sfiammare le singole carni dei molluschi significa consegnare al vino una sola metà del cielo. Nello spaghetto cozze e vongole perfetto vive infatti un lontanissimo eco calcareo, e questo solo il vino sfiammato contro i gusci può farlo risuonare. Non saprei spiegarlo se non cercando l’equivalente in un dettaglio sullo sfondo di un quadro di Savinio. (Trascurerò il discorso sul togliere i frutti di mare aperti dalla padella, sgusciarne tre su quattro, filtrarne il sugo in un contenitore, ammorbidire a fuoco lento nella stessa padella ormai vuota tre pomodori e mezzo per poi riaggiungervi a fiamma alta i frutti di mare e il loro sugo, perché è giusto che ognuno trovi il suo modo per farlo). Darò solo tre piccolissimi consigli sui quali ovviamente non vanto alcun diritto, avendoli raccolti dalla tradizione preesistente. La conservazione delle vongole: è vero, le vongole vanno fatte spurgare avvolte in un panno umido e per di più completamente nero. L’acqua per la pasta: per quanta fretta abbiate, mai riempire la pentola usando l’acqua calda del rubinetto; l’acqua va messa fredda. Infine. Se avete fatto tutto per bene, il vero momento critico è quello in cui bisognerà decidere di buttare gli spaghetti proprio mentre, a un fornello di distanza, il sugo si sta addensando per poter poi accogliere la pasta in modo da non essere annacquato né troppo ristretto. Bene. C’è un attimo preciso in cui il sesto senso vi dice ogni volta di farlo. Fidatevi di voi stessi. Non aspettate l’istante successivo.»

Spaghetti cozze e vongole
di Nicola Lagioia
pp. 112
7,90

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Nicola Lagioia, barese, classe 1973, è uno dei maggiori scrittori italiani della nuova generazione. Ha al suo attivo numerosi racconti in varie antologie, un saggio su Babbo Natale e quattro romanzi. L’ultimo, La ferocia, pubblicato da Einaudi nel 2014, ha vinto il premio Strega 2015.

 

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