In bocca al (piano) lupo!

Piero Sardo: «Mi rivolgo ai pastori affinché si trovi un modo per contenere i danni provocati dai lupi senza scatenare un massacro».

 

lupiCi siamo. Oggi sarà approvato in sede politica, con il voto del ministro dell’Ambiente e delle giunte regionali il Piano di conservazione e gestione del lupo. Lo scopo del piano consiste nel creare una serie di condizioni che favoriscano la convivenza tra lupi e attività agricole, ed esso comprende una serie di 22 misure – come la lotta agli incroci tra cani e lupi (spesso più aggressivi dei lupi), l’introduzione di recinti elettrificati che proteggano il bestiame e, ancora, l’introduzione di procedure di rimborso più rapide per gli allevatori. La ventiduesima misura della serie come risoluzione estrema contempla l’abbattimento selettivo del 5% degli esemplari presenti sul territorio. Dopo 46 anni di protezione assoluta i lupi, che hanno ripreso a popolare le nostre montagne, potrebbero tornare a essere abbattuti.

Di questa ventituesima misura in questi giorni si è molto discusso. Al coro di molte associazioni animaliste e ambientaliste, che hanno più volte mostrato come per i lupi non siano in realtà possibili abbattimenti davvero selettivi, si è unita ieri la voce delle Regioni che, in un primo momento favorevoli rispetto a questa misura, hanno fatto marcia indietro nella riunione di Coordinamento. In buona sostanza, le Regioni hanno espresso l’orientamento comune di validare l’impianto del Piano di conservazione e gestione del lupo, ma senza quella misura tanto criticata. Come scrive Sergio Chiamparino sul suo profilo Twitter, infatti, i lupi sono un «un patrimonio naturale e anche culturale di tutto il paese, e come tali vanno protetti e salvaguardati». È dunque possibile che, dopo la presa di posizione delle Regioni, il “piano lupo” venga approvato senza il punto relativo all’abbattimento selettivo.

Al “piano lupo” avevamo già dato uno spazio lo scorso anno, proponendo una riflessione più ampia sui motivi della crisi della pastorizia e sulla questione della coabitazione tra uomini e lupi. Oggi torniamo sulla questione e lo facciamo con una dichiarazione di Piero Sardo, presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità. Il dibattito è aperto.

«Sono contrario all’abbattimento dei lupi, e so bene che non tutti in Slow Food condividono la mia posizione ma la esprimo a cuor leggero convinto di essere nel giusto. Conosco benissimo le fatiche dei pastori, so del loro disagio nel convivere con i lupi e dei danni che subiscono con la perdita di capi ovini. Lo posso fare a cuor leggero proprio perché da sempre mi batto per la sopravvivenza dei pastori, per la tutela degli alpeggi, per la riproposizione delle transumanze, per la valorizzazione dei formaggi tradizionali e delle razze autoctone. Credo che come Slow Food abbiamo fatto molto in questa direzione. Ed è per questo che voglio proprio rivolgermi ai pastori: dobbiamo trovare un modo di contenere i danni provocati dai lupi senza scatenare un massacro. I lupi fanno parte della natura: e la natura ha già subito troppi attacchi da parte dell’uomo e questo è del tutto ingiustificato. Ricordiamo cosa ha detto il filosofo Heidegger: la natura viene sempre prima».

Silvia Ceriani

s.ceriani@slowfood.it

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