Il tempo delle mele, dei fichi e delle prugne

La scorsa settimana, a causa dell’improvviso abbassamento delle temperature (soprattutto per i venti freddi in tutta Europa), potreste aver notato una sensibile diminuzione dei funghi porcini sui banchi del mercato e un conseguente aumento del loro prezzo.

Ora ci concentriamo su tre tipi di frutta per i quali ci sono cose interessanti da dire.

Innanzitutto le mele, perché dopo un paio di annate travagliate sembra che nel 2018 finalmente la loro campagna di raccolta abbia dato risultati nella norma, soddisfacenti per i produttori.

Sono state ormai raccolte ovunque, anche nei frutteti ad altitudini maggiori e immagazzinate nelle immense celle ad atmosfera e temperatura controllate che le renderanno disponibili praticamente per un anno.

Decideranno i grandi distributori quando immettere certe varietà (per esempio le pink lady di solito arrivano a San Valentino) ma già ora c’è ampia scelta a prezzi buoni, che vanno dall’euro al chilo fino anche oltre a tre per prodotti particolarmente selezionati.

Non incapperemo più nello spiacevole rischio di trovare mescolate delle mele dell’annata scorsa, come è successo fino a oggi, perché quelle «vecchie» sono terminate e le «nuove» non hanno problemi.

E ricordatevi di cercare le antiche varietà, come quelle del Presidio Slow Food piemontese.

Il secondo frutto è il fico d’India, che abbiamo sempre piacere di segnalare ora che si trova un po’ dappertutto nei mercati, grazie alle tecniche di «pulizia» dalle spine che rendono i frutti più facilmente trasportabili e maneggiabili: attenzione però, non significa che non hanno più spine, qualcuna resta sempre!

Sono molto diffusi, fate soltanto attenzione a comprare gli italiani, di solito siciliani. Nell’isola ce ne sono a polpa rossa, gialla o bianca: «sanguigna», «sulfarina» e «muscaredda». Costeranno in media sui due euro al chilo, di più o di meno a seconda delle dimensioni.

Infine noterete che ci sono ancora molte prugne, sia scure che bianche.

Sono le ultime da varietà estive, che hanno prodotto tantissimo e si trovano ancora a prezzi decenti, a partire da due euro al chilo.

Visto che ne avremo ancora soltanto per un paio di settimane prima che lascino il passo alle varietà tardive autunnali (in media meno buone, bisogna riconoscerlo), non vi resta molto tempo se avevate intenzione di mettere in piedi una piccola produzione casalinga di confettura per l’inverno.

Ve la lasciamo come idea per il weekend: è il momento giusto, visti i prezzi e la qualità del prodotto.

 

Carlo Bogliotti

c.bogliotti@slowfood.it

da La Stampa del 29 settembre 2018

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