Il caldo eccezionale avvantaggia i consumatori ma non i contadini

forest-63279_1280L’eccezionale fase meteorologica che sta attraversando il nostro Paese, con temperature anomale per la stagione (oltre i venti gradi al Nord, a metà novembre!) e lunghi periodi di cielo soleggiato, ci impone questa settimana di fare un punto della situazione generale sui mercati, piuttosto che concentraci su un prodotto in particolare.

La buona notizia è che ciò che sta avvenendo si rivela molto conveniente per le nostre tasche e ci offre una maggiore varietà di ingredienti per i nostri pasti. Per contro, non ne sono avvantaggiati i contadini e produttori, per via dei prezzi generalmente molto bassi e per un accavallamento di raccolti stagionali non allineati come di norma. Per esempio al Nord accade raramente che in questo periodo ci siano ancora buone produzioni di peperoni, broccoletti e zucchine, ma è proprio ciò che si sta verificando. Questo crea concorrenza alle analoghe produzioni meridionali, che di solito persistono e servono anche il Nord, e alla fine un generale ridimensionamento dei prezzi: 50% in meno i peperoni, 30% in meno i broccoli.

La cosa poi si ripercuote anche sui prezzi di ciò che sarebbe più in stagione: cavolfiori, verdure da foglia da cuocere e tutto il repertorio autunnale e tardo autunnale risentono del fatto che i consumatori, con queste temperature e tanta disponibilità di prodotti tipicamente settembrini, siano poco invogliati a passare del tutto alla tavola più usuale per questi giorni dell’anno. La conclusione è che – per scarsa domanda – anche queste verdure subiscono ribassi tra il 50% e il 30%.

Costa tutto poco al mercato, in poche parole. E c’è anche il vantaggio di potersi limitare comodamente a verdure prodotte nella propria regione o territorio, il che dovrebbe dare un piccolo aiuto agli agricoltori che si trovano un po’ in difficoltà in queste settimane.

Infine, un’ultima nota sui frutti di stagione: anche gli agrumi risentono del caldo e infatti tendono a rinverdire, poiché è l’abbassamento di temperature che li fa colorare di tutte le classiche sfumature di giallo, arancio ecc… Non sono del tutto pronti e stanno ritardando la maturazione secondo gli standard qualitativi cui siamo abituati. Un novembre pazzo, in cui l’estate di San Martino sembra aver preso in ostaggio il mese. L’importante è sapersi muovere tra i banchi, approfittare di ciò che di buono porta, per quanto strano, e aspettare con pazienza il resto.

Di Carlo Bogliotti
c.bogliotti@slowfood.it

Da La Stampa, 14 novembre 2015

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