Dal mare alla tavola con il Fishbox!

Questa settimana vogliamo raccontarvi un’esperienza d’acquisto, che si traduce nell’usuale consiglio, ovviamente. Parliamo di pesce, ma non di una specie in particolare, piuttosto di un sistema di vendita (un gruppo d’acquisto solidale) che qui a Slow Food, tra i dipendenti, sperimentiamo una o due volte al mese, con grande soddisfazione. Per una volta non ci aggiriamo tra i banchi del mercato, quindi, ma dobbiamo munirci di internet o telefono e organizzarci.Pescatori

Si contatta Fishbox – andate sul sito fishbox.it – un’azienda (non l’unica, certo, ma per questa possiamo garantire) che riunisce pescatori e non, tutti dell’Adriatico, e distribuisce a gruppi d’acquisto solidali, di quartiere o aziendali, ad associazioni o a altre realtà stando fuori dai normali circuiti. Consegnano quasi in tutta Italia, con un calendario fitto e preciso, in punti di raccolta dove ci si reca a ritirare la merce direttamente dal camioncino frigo che lascia le banchine dell’Adriatico la notte per giungere nella vostra città in giornata. Lapalissiano decantare la freschezza del prodotto – capita che alcuni crostacei arrivino a destinazione ancora vivi! –, meno riflettere sulla grande attenzione alla sostenibilità che Fishbox pone. I “box” sono le scatole di polistirolo da pescheria, organizzati secondo una composizione monospecie (due chili di polpi, due chili di mazzancolle, due chili di rane pescatrici…) o misti (per il fritto, casuale a seconda del pescato…). Inoltre forniscono ottimi molluschi bivalvi da acquacoltura sostenibile, imperdibili cozze, vongole e fasolari, di una qualità elevatissima. Anche i prezzi sono sostenibili, consultabili sul sito. Non è necessario fare già parte di un gruppo d’acquisto: ci si può unire a quelli presenti nel proprio territorio.

Certo, capita che il pesce non arrivi (con comunicazioni puntuali che spiegano il perché): i pescherecci possono non uscire per le avverse condizioni meteo, e non pensate di avere sempre a disposizione ciò che desiderate in ogni momento dell’anno. Pesce sostenibile significa anche rispettarne la stagionalità, i tempi riproduttivi, i fermi pesca, i momenti in cui si può o non si può pescare. È bello ed educativo entrare in sintonia con questi piccoli pescatori, anche a distanza, sentendosi parte di una comunità di consumatori intelligenti. Ed è buono il pesce, buono come raramente vi capiterà di trovare, soprattutto se vivete in città.

Carlo Bogliotti
c.bogliotti@slowfood.it

Da La Stampa del 30 gennaio 2016

  • Hai imparato qualcosa di nuovo da questa pagina?
  • Si   No
SlowFood, Prendici Gusto, diventa socio