Grazie Torino!

Molte volte in questi mesi, presentando l’edizione 2016 di Terra Madre Salone del Gusto, abbiamo ripetuto che l’evento si apriva per la prima volta alla città, abbatteva le barriere per immergersi compiutamente e definitivamente nell’atmosfera e negli ambienti metropolitani, cercando ancora più profondamente connessioni, scambi, mescolamenti.

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PhCredits Paolo Properzi / Archivio Slow Food

 

A manifestazione conclusa, mi rendo conto che soggetto e complemento della frase precedente vanno invertiti: è la città che ha saputo in maniera incredibile aprirsi alla rete di Terra Madre e alle centinaia di eventi che si sono svolti in ogni quartiere e in decine di spazi differenti. La voglia di contaminazione e la benevolenza che Torino ha dimostrato nei confronti dei contadini del mondo è stata una sorpresa bellissima. Sicuramente si è sopportato qualche disagio ma le centinaia di sorrisi che in questi cinque giorni abbiamo visto sui volti dei cittadini sono stati una grandissima dimostrazione di affetto e di tolleranza, e ci hanno confermato che la scelta è stata azzeccata.

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Ph Credits Tullio M. Puglia / Getty Images / Archivio Slow Food

 

La marcia che venerdì sera ha attraversato alcune delle vie più belle del centro storico ha segnato il punto più alto di questa relazione città-evento, e vedere sfilare fianco a fianco torinesissimi signori di mezza età con giovani contadini delle Filippine, studenti del Politecnico e casari azeri ha rappresentato anche plasticamente il compimento di un’unione che era nell’aria già dalle scorse edizioni ma che non aveva mai visto una raffigurazione più simbolica e sintetica. Questa marcia si è conclusa con una cerimonia di scambio di prodotti, in cui anche molti torinesi sono stati coinvolti, il cui senso era di testimoniare come il cibo sia strumento di creazione di relazioni, di conoscenza e di amicizia. A evento finito mi sento di poter dire che l’intera città ha partecipato alla cerimonia di scambio, ricevendo l’umiltà e la profonda saggezza dei contadini di Terra Madre per restituire loro un affetto enorme.

TURIN, ITALY - SEPTEMBER 23: Atmosphere during the Terra Madre Parade during Terra Madre Festival by Slow Food on September 23, 2016 in Turin, Italy. (Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images for Slow Food Terra Madre)
Ph Credits Tullio M. Puglia / Getty Images / Archivio Slow Food

 

Perché il vero spirito che anima la rete di Terra Madre è la fratellanza, il comune sentire di essere abitanti di un’unica Terra Madre della quale è necessario prendersi cura perché è colei che ci nutre e ci sostiene tutti. Torino è la casa di questa grande rete, e ormai ne ha fatti propri i valori, ne ha abbracciato le pratiche, ne ha respirato la bellezza e la restituisce con un’atmosfera che in questi giorni è stata la cosa più bella e sorprendente. Ogni evento è per forza di cose fatto anche dal luogo in cui si svolge.

<> on September 24, 2016 in Turin, Italy.
Ph Credits Tullio M. Puglia / Getty Images / Archivio Slow Food

 

Non basta trovare spazi belli e ben attrezzati, non è sufficiente che la logistica funzioni nei minimi dettagli e che la macchina organizzativa non subisca intoppi. Ciò che fa la differenza, in fondo, sono quelle sensazioni che non passano per ciò che succede ma per ciò che si sente, nel cuore e sulla pelle. In questi cinque giorni i nostri cuori hanno vibrato di una stessa musica di fraternità universale, di solidarietà e di curiosità. Una musica davvero bellissima. Grazie Torino.

 

Carlo Petrini
c.petrini@slowfood.it

da La Stampa del 26 settembre 2016

 

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