Nuove prove sul pericolo glifosato. È davvero così che vogliamo nutrire il pianeta?

Un nuovo studio denuncia la grave pericolosità del glifosato, diffusissimo erbicida e principio attivo contenuto nel Roundup, prodotto di punta della Monsanto che ha per giunta glifosatobrevettato sementi geneticamente modificate per resistere a questo potente veleno. Non è la prima volta che viene messo sotto accusa, vi ricordate? Qualche tempo fa l’Iarc, Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro collegata all’Oms, ha pubblicato alcuni studi che dimostrano che il glifosato sarebbe da inserire nella lista delle sostanze chimiche più pericolose perché aumenterebbe il rischio di tumori e danni al Dna. Ne abbiamo parlato qui.

Qusta volta è l’Università di Cordoba a dire la sua. Siamo in Argentina dunque, e a essere in pericolo è un piccolo paesino di poco più di 8000 abitanti: Monte Maiz, 400 km a ovest di Buenos Aires. Un gruppo di professori di medicina dell’Università di Cordoba ha rilevato che a Monte Maiz i tassi di incidenza del cancro e di altre malattie sono il triplo rispetto alle medie provinciali e nazionali. Come conclusione, hanno raccomandato che gli impianti di deposito di cereali, pesticidi e altri prodotti agrochimici vengano spostati fuori dal centro della città. Come se bastasse ad arginare il problema, ma certo è un primo passo. Allo studio hanno contribuito anche medici, studenti universitari ed esperti del Centro per la ricerca ambientale dell’Università di La Plata: la ricerca ha rilevato che il tasso lordo di incidenza del cancro (nuovi casi diagnosticati ogni anno) è di 707 ogni 100mila abitanti, contro 264 nella provincia di Cordoba e 217 in tutta l’Argentina. I principali tipi di tumori rilevati sono stati quelli del seno, del colon, della prostata, della tiroide e della pelle. Il 21,6% dei casi si è verificato in persone al di sotto dei 44 anni, un segmento della popolazione che invece è interessato solo (si fa per dire) per l’11,6% dei tumori a livello provinciale.

Il risultato è che il tumore è la principale causa di morte in Monte Maiz, il 33,4% del totale nel 2014. La media dell’ Argentina è del 20%, dietro alle malattie cardiovascolari.

Di quali quantità di pesticidi stiamo parlando? I medici dell’Università di Cordoba, guidati da Medardo Avila Vazquez, hanno spiegato che a Monte Maiz circolano ogni anno 600mila litri di glifosato, come accennavamo all’inizio un erbicida utilizzato nelle piantagioni di soia geneticamente modificata. Questi 600mila litri sono depositati in 22 magazzini distribuiti nel paese, alcuni senza autorizzazione comunale. I ricercatori hanno raccomandato al sindaco di trasferire in depositi di prodotti agrochimici e anche quelli di cereali, dal momento che anche da questi sarebbero presumibilmente rilasciate sostanze tossiche. Nei terreni sono stati trovati residui di glifosato, cipermetrina e cloropiritos. (I medici) hanno anche suggerito che le periferie siano rimboschite. «La zona rurale comprende 65mila ettari e ogni anno vengono applicati 630mila litri di pesticidi» si legge nel rapporto. Spaventoso. Per tiravi un po’ su aggiungiamo che non c’è solo il cancro a martoriare gli abitanti di Monte Maiz: il tasso di aborti spontanei ha raggiunto il 9,9% delle donne in gravidanza, rispetto al 3% della media nazionale. I bambini con malformazioni congenite rappresentano il 2,9% negli ultimi 10 anni (1,9% in Argentina). I medici hanno inoltre richiamato l’attenzione sulla quantità di malattie polmonari, ipotiroidismo e lupus.

L’Argentina e’ il terzo maggiore produttore mondiale di soia il 90% gm… Nel 2012, nel primo processo sull’inquinamento agrochimico in questo paesino, un tribunale di Cordoba ha condannato a tre anni con la condizionale un agricoltore e un pilota di jet che fumigando le piantagioni di soia avevano contaminato gli abitanti di un distretto vicino a questa città. È davvero così che vogliamo nutrire il pianeta?

Fonte El Pais, Agrapress

A cura di Michela Marchi
m.marchi@slowfood.it

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