Gli agnolotti preferiti di Giuseppe Culicchia

agnolottiLa prima adolescenza, i prati, le biciclette, le ragazze, l’amore, la caccia, l’estate, la mamma, gli amici, la vita. E gli agnolotti.

Il nuovo volume della Piccola biblioteca di cucina letteraria, l’ultimo libro di Giuseppe Culicchia, è un racconto poetico e intenso, in cui attorno agli agnolotti ruotano la vita, i pensieri i sogni e i piccoli momenti quotidiani dell’infanzia dello scrittore torinese. Da leggere tutto d’un fiato prima di mettersi a tavola.

Di seguito ve ne proponiamo un breve estratto.

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«Ora, questa cosa che io andavo pazzo per gli agnolotti di Agnese costituiva per mia madre una sorta di sfida epocale. Perché anche lei faceva gli agnolotti in casa, certo non tutti i sabati ma ogni tanto, in genere comunque la domenica. E dato che in cortile c’era il pollaio di Rina e Angelo, dove avevamo il permesso di tenere non solo i cani da caccia di mio padre ma anche i nostri conigli, nel ripieno degli agnolotti lei metteva le carni di una di quelle tenere bestiole, opportunamente uccisa lontano dagli occhi di noi figli. Io le domeniche mattina in cui lei faceva gli agnolotti mi precipitavo giù dalla scala a chiocciola schivando gli agguati del gatto per aiutarla. E anche se il mio aiuto consisteva solo nel disporli ordinatamente sull’apposito asse infarinato come se si trattasse di mezzi di una divisione panzer con la mimetizzazione invernale, mi sembrava di contribuire non poco alla preparazione del piatto domenicale.

Lei prima stendeva la pasta con la sua macchina, la stessa con cui in altre occasioni faceva le tagliatelle o la pasta sfoglia. Poi posizionava a intervalli regolari sulle strisce di pasta le pallottole di ripieno – oltre alle carni del coniglio usava il cavolo verza del nostro piccolo orto, il brodo, il parmigiano, un uovo, una cipolla, due spicchi d’aglio, sale, pepe, burro e rosmarino. Quindi richiudeva le strisce di pasta, sigillava con le dita ogni singolo agnolotto e lo ritagliava via staccandolo dai suoi fratelli per mezzo della rotellina dentata di cui adoravo il rumore, per tacere di quanto adorassi quello della macchina per la pasta e il profumo sprigionato dall’insieme di pasta, farina e ripieno. In tutto questo, mio padre collaborava facendo il ragù di carne intanto che sfogliava Tuttosport.»

agnolottiAgnolotti

Giuseppe Culicchia

Pagine: 96

Prezzo al pubblico: 10,00 €

Prezzo online: 7,50 €

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