Alleanze e progettazione: la ricetta di Lizzano in Belvedere

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Elena Torri

«Con le sue nove frazioni su 85 km quadrati di territorio montano, Lizzano in Belvedere è il Comune che domina l’area metropolitana di Bologna». Elena Torri, fiera sindaca della Perla dell’Appennino, non nasconde certo la sua gioia di guidare questa bella comunità che dall’alto del Corno alle Scale guarda all’Appennino tosco emiliano.

«Puntiamo molto sulla bellezza del nostro territorio, i nostri impianti sciistici sono conosciuti non solo in Italia: qui si allenava il nostro Alberto Tomba! Una notorietà che ora ci ha concesso di lavorare per prolungare la stagione, valorizzare tutte le risorse, stabilire alleanze. Per esempio collaboriamo molto con i nostri “cugini” del Cimone e i risultati si vedono». Già, perché se fino agli anni Ottanta la stagione turistica era circoscritta al solo periodo invernale ed estivo, oggi i turisti arrivano a Lizzano tutto l’anno. «Gli stranieri amano molto il nostro territorio, c’è un turismo sportivo e anche gastronomico. E poi le nostre montagne sono bellissime!». Non mente Elena: questo scorcio di Appennino lascia davvero senza fiato. «Sicuramente le istituzioni hanno fatto la loro parte (gli impianti sportivi sono della Regione Emilia Romagna che concede la gestione ai privati) per valorizzare il territorio. Ma bisogna soprattutto ringraziare la giovane imprenditoria legata al mondo alberghiero, che si è rimboccata le maniche ed è riuscita a organizzarsi ed entrare nei circuiti giusti. Tanto che oggi si lavora moltissimo anche nelle stagioni intermedie».

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Photo Credits Luciano Marchi unaideadiappennino.blogspot.it

E poi Lizzano è sulla Linea Gotica. Non sono pochi i viaggiatori, non solo europei, tanti i brasiliani, che vogliono conoscere i luoghi in cui genitori e nonni hanno combattuto: «Abbiamo avviato una stretta collaborazione tra istituzioni e agenzie, anche attraverso la richiesta di finanziamenti pubblici, per curare, valorizzare e far conoscere la Linea Gotica, segnalarla come si deve. Sono sicura esserci una possibilità di sviluppo turistico e riconoscimento storico. Non vogliamo dimenticare questo pezzo importante di storia, per noi è prioritario raccontare che cosa è successo sulla nostra terra».

E alla stessa volontà di allacciarsi con l’identità e la tradizione locale si lega la ripresa dell’agricoltura tra i giovani che hanno avviato un modello condiviso di agricoltura che molto guarda alle nuove tecnologia della comunicazione: «Arrivano giovani da tutta Europa, hanno conosciuto Lizzano come wwoofer (volontari che prestano la propria opera in cambio di ospitalità presso le aziende agricole, attraverso l’associazione internazionale WWOOF) e ci sono tornati per aprire la loro azienda. Soprattutto nella frazione di Rocca Corneta ci sono tante piccole imprese agricole che scelgono la biodinamica, puntano sulle piante officinali e i prodotti del sottobosco ottenendo anche riconoscimenti internazionali. Hanno dato vita a una nuova comunità, collegandosi tra di loro e con il mondo grazie alla magia del web. È questa l’onda che li porterà nel futuro».

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La raccolta delle ortiche nell’azienda Cà dei Fiori nel territorio di Lizzano

L’amministrazione ha risposto bene: «Vengono spesso a trovarmi in Comune, e abbiamo deciso di sostenerli aprendo un mercato contadino. Trovare formule per creare economia non è facile, abbiamo problemi di infrastrutture, di distanza, quindi per noi puntare sulla piccola industria è più complesso e meno competitivo. E allora guardiamo alla qualità del territorio che siamo convinti sia il vero valore aggiunto della nostra area».

Che ha la fortuna di avere tra le sue risorse una sorgente da cui scorre un’acqua così pura da non aver bisogno di trattamenti, se non le sanificazione generali: «La distribuiamo attraverso l’acquedotto gestito dal Comune. Una vera risorsa, riconosciuta a livello nazionale per la sua composizione. Va da sé che anche le colture ne traggono giovamento». Così come l’allevamento: «Il nostro Parmigiano Reggiano ha vinto persino le Olimpiadi del formaggio di montagna a Londra».

Certo, dal racconto di Elena sembra tutto semplice, un gioco da ragazzi vivere in questo paesino meta per tanti appassionati di sport e natura. Eppure anche qui la popolazione invecchia, gli spostamenti non sono facilissimi, e il Comune deve fare i conti con le briciole lasciate a disposizione delle amministrazioni comunali dal Patto di Stabilità. «Tante famiglie in passato si sono trasferite a lavorare in città, il paese invecchia e le scuole si svuotano. Ma naturalmente tutto il nostro impegno è rivolto a invertire questa tendenza. Per esempio con l’invito ai bolognesi di trasferirsi qui da noi: vivere in montagna sarebbe per molti una bella opportunità di benessere, e poi la solidarietà che si vive in montagna difficilmente si può vivere in città e da parecchie soddisfazioni». Come convincerli? «Stiamo alle calcagna delle istituzioni per far si che investano sul nostro territorio, creare opportunità di lavoro non sarebbe difficile, non ci vuole tanto, bisognerebbe semplicemente fare squadra. E l’esempio sono i nostri ragazzi che stanno potenziando agricoltura e accoglienza».

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Santuario della Beata Vergine dell’Acero, presso Madonna dell’Acero nel Comune di Lizzano in Belvedere (Bo)

Intanto però per le famiglie che sono rimaste il Comune ha avviato un bel progetto: «Fino a qualche tempo fa c’era una scuola materna privata gestita dalle suorine che dopo tanti anni sono dovute andar via. Come amministrazione allora abbiamo stretto un accordo con le suore, abbiamo acquistato la struttura e abbiamo dato vita una sezione comunale sperimentale 0 – 6 anni, abbiamo allestito la ludoteca, sale incontri per i genitori e poi collaborazioni con l’Università di Bologna per progetti di formazione dei docenti. Ci sono anche spazi per l’accoglienza e stiamo pensando a un ostello. Un progetto che sta avendo successo e ha garantito ai genitori un bel servizio. Speriamo che in futuro ne possano usufruire anche i paesi del circondario». Ma come si fa a far quadrare i conti? «Facciamo grande fatica a chiudere i bilanci, ma con grande impegno e duro lavoro riusciamo a recuperare risorse grazie alla progettazione e ai fondi stanziati dall’Unione Europea». Una buona strategia che sta garantendo la sopravvivenza di molti comuni, non solo appenninici.

L’esperienza di Elena e molti altri amministratori sarà condivisa a Castel del Giudice (Is) alla prima Assemblea dei sindaci e degli amministratori delle Comunità dell’Appennino in programma dal 21 al 23 ottobre. Iscriviti al gruppo Facebook Stati Generali delle comunità dell’Appennino 

A cura di Michela Marchi
m.marchi@slowfood.it

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