Al mercato, occhio alle primizie: costano uno sproposito e sanno di poco

Questa settimana ci dedichiamo a una panoramica generale di ciò che troverete nei mercati, rilevando una certa schizofrenia dei prezzi per alcuni prodotti, come non si era forse mai visto in passato – almeno così sostengono gli operatori –. Su tutto stupiscono le fragole: sono prodotte in tutta Italia ma le temperature “ballerine” non consentono maturazioni complete o prevedibili, per cui può succedere che da un giorno all’altro passino da un prezzo di due euro a più del doppio, cinque, per poi ridiscendere all’improvviso ventiquattr’ore dopo. Non sappiamo dunque dirvi con una minima precisione a quanto comprerete le fragole, diciamo che sarà una sorpresa…

Per il resto segnaliamo le primizie in arrivo dall’estero, come le pesche noci, ma statene bene alla larga: non sanno di nulla e costano uno sproposito. Intanto si affacciano le ciliegie, e forse da questa settimana possiamo dichiarare aperta la stagione. Sul fronte verdura potrete concedervi ogni tipo di insalata e di erbe di campo (come avviene ormai da alcune settimane), che abbondano in qualità e quantità a prezzi decisamente accessibili. Lo stesso vale per le zucchine, mentre per quanto riguarda gli asparagi vi restano pochissimi giorni per togliervi definitivamente la voglia: la campagna 2017 ha vissuto un’insolita contemporaneità di raccolta tra Nord e Sud, il che ha mitigato i prezzi ma la farà terminare molto prima rispetto a come siamo abituati.

Infine la Sicilia. In questo periodo è la “cucina” agricola nazionale di prodotti di grande popolarità come pomodori, melanzane e addirittura peperoni. Il suo clima permette di anticipare di mesi le raccolte rispetto al resto della nazione. Lasciando perdere i peperoni – non è ancora il caso – possiamo dire che finalmente si sono abbassati prezzi dei pomodori siciliani: costoluti, cuori di bue, datterini e ciliegini costano circa la metà rispetto a un paio di settimane fa. Mentre per quanto riguarda le melanzane arrivano abbondandi: costano poco perché i contadini siciliani quest’anno hanno sovrastimato la produzione, seminandone troppe e raccogliendone altrettante.

In chiusura, che dire: godetevi questa primavera un po’ timida ma ricca, che ci restituisce nel piatto grandi gusti e profumi. L’importante è saper scegliere con cura. E ricordatevi che il cibo locale spesso è meglio, perché come si cade di solito si cade bene.

Carlo Bogliotti.
c.bogliotti@slowfood.it

NB. Questo articolo è stato pubblicato la prima volta su La Stampa del 8 maggio 2017. Pubblichiamo oggi con gli adattamenti e gli aggiornamenti del caso.

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