FOCUS SUOLO. De Rosa: «Il partito del cemento è troppo forte sia a destra che a sinistra, la legge rimarrà un nulla di fatto»

l43-massimo-rosa-140131160812_mediumÈ in discussione alla Camera il disegno di legge sul “Contenimento del consumo del suolo e riuso del suolo edificato” noto anche come “salva suoli”: da anni il forum Salviamo il Paesaggio (di cui Slow Food Italia fa parte) lavora per arrivare a un testo legislativo davvero risolutivo su questa emergenza, lanciando appelli e iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni in modo da fermare definitivamente il consumo di suolo libero nel nostro Paese. Eppure, nonostante questi sforzi, il testo inviato alla Camera è ben lontano dall’essere davvero efficace e sembra che le istituzioni non abbiano inteso la gravità della situazione. Per questo abbiamo chiesto a studiosi ed esperti perché tutelare il suolo è così importante. Questa settimana abbiamo intervistato Massimo De Rosa, portavoce dell’VIII Commissione – Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici.

Perché dobbiamo preoccuparci di tutelare il suolo?
Il suolo è un bene comune finito, i tempi di creazione di nuovo suolo sono molto lunghi. Consumare suolo senza una reale motivazione quindi risulta un danno per tutti e un comportamento privo di visione per il futuro. Se vogliamo vederla da un mero punto di vista delle opportunità per il nostro paese, una legge che tuteli il suolo è una legge che aiuta l’agricoltura, che agisce contro i fenomeni di dissesto idrogeologico e che crea nuovi posti di lavoro di alto profilo nei settori della riqualificazione, recupero e bonifica di terreni ed edifici abbandonati o inutilizzati. Se invece facciamo un ragionamento più asettico, senza prendere in considerazione i fattori ecologici, possiamo comunque arrivare alla conclusione che, avendo qualche milione di case abbandonate o sfitte, non abbiamo più necessità di costruire consumando nuovo suolo. Infine, se consideriamo il punto di vista eco, possiamo tranquillamente dire che la lotta ai cambiamenti climatici ci impone la tutela dei suoli (che in parte perderemo già per fenomeni di desertificazione) per avere città e territori resilienti. Inoltre, la continua crescita della popolazione mondiale ci impone di tutelare i suoli agricoli perchè le prossime emergenze mondiali saranno dovute a mancanza di cibo e acqua. Il suolo quindi impatta in maniera sostanziale su molti aspetti della nostra vita condizionando il nostro futuro in maniera consistente, non accorgercene e speculare oggi vuole dire giocarsi il domani.

Come è possibile (o dove interverrebbe per) migliorare il progetto di legge che andrà a giorni in discussione alla Camera?
Il progetto di legge in esame alla camera ha iniziato il suo iter con le migliori intenzioni, io stesso avevo presentato una proposta di legge che è stata abbinata a questo testo. La politica peggiore però è entrata a gamba tesa e ha stravolto la legge al punto che oggi questa non solo non tutelerà in modo realmente consistente i suoli agricoli ma rischia di avallare speculazioni proprio negli ambiti rurali che doveva proteggere. Un esempio delle storture che vengono avallate dalla legge è che un parcheggio costruito in materiale che lascia filtrare acqua nel terreno sottostante non sarà considerato suolo consumato. Per andare nel dettaglio, almeno gli articoli 4 e 5 andrebbero cancellati e tutte le deroghe all’articolo 11 andrebbero riviste. Ci tengo a far notare che questa legge non ferma il consumo di suolo ma mira solo a contenerlo, infatti fa salve tutte le grandi opere e tutta la programmazione edificatoria che ci portiamo dietro dagli anni bui in cui il nostro territorio è stato martoriato. Inoltre prevede ulteriori quote di consumo di suolo libero da spartirsi tra le regioni anno dopo anno. Più che correggerla questa legge sarebbe da riscrivere ma proveremo comunque a chiedere modifiche sostanziali in aula.

È vero che tutelare il suolo vuol dire mandare in crisi il settore edilizio?
Ormai anche le associazioni di categoria hanno ammesso che avrebbero anni di lavoro assicurato anche solo riqualificando l’esistente e demolendo per riqualificare le aree abbandonate, come per esempio le aree ex industriali che troviamo in tutti i comuni. Si creerebbero posti di lavoro più qualificati, meglio pagati e un paese che si rinnova andando verso la razionalizzazione dei consumi di acqua ed energia, il risparmio energetico e una migliore qualità di vita delle nostre case e città. Solo con l’ecobonus per la riqualificazione energetica degli edifici abbiamo creato qualche centinaio di migliaia di posti di lavoro nel settore. Senza una legge seria, speculare su terreni agricoli rimane comunque un investimento molto remunerativo per il singolo (non per la collettività) e compito dello stato è fermare questa speculazione reindirizzando gli investimenti dove serve e cioè nella riqualificazione. Certo però è necessaria una visione non legata al tempo di elezione ma una visione che abbracci lo sviluppo che vogliamo nei prossimi decenni.

Come mai, secondo lei, dopo anni di discussione parlamentare non c’è ancora una legge in materia?
Era nel calendario dei lavori della Camera di novembre ed è, inspiegabilmente, sparita. Comunque la sensazione comune nei corridoi della Camera è che, se mai la legge arriverà al Senato, si arenerà per rimanere un nulla di fatto. La discussione sul Consumo di Suolo non è servita ad altro se non a fornire al premier l’occasione di poter chiudere EXPO a colpi di marketing e spot riguardo la tutela del territorio. Finita la kermesse e terminate le occasioni di pubblico vanto, la salvaguardia del territorio torna in un cassetto del palazzo. Del resto non è una novità come a questo governo interessi più spendere i soldi dei cittadini in opere inutili, come le varie TEEM e TOEM, oppure vagheggiare di ponti sullo stretto e futuristici poli scientifici, piuttosto che affrontare i problemi di un territorio che, dall’alveo del Seveso, fino a Messina ancora senz’acqua, mette a rischio l’incolumità dei cittadini che lo vivono. Il problema è dato dal partito del cemento, forte a destra come a sinistra, che ha stravolto questa legge, l’ha snaturata e ora cercherà di fermarla. Il M5S ascolterà le richieste di modifica della legge presentate da parte delle associazioni ambientaliste e anche in base a queste tenterà di correggere il tiro ma, se le cose rimangono come ora e non saranno accettate modifiche, non escludo che cercheremo di fermare una legge che rischia di peggiorare la situazione oltre che essere, in alcune sue parti, incostituzionale. Sarebbe un peccato e un’occasione persa per tutti.

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