FOCUS LEGALITA’: quando caporalato e contraffazione finiscono sulle nostre tavole

caporalato-lavoroAgromafia, caporalato, contraffazione, Italian sounding. L’illegalità nel mondo del cibo ha molti nomi, ma a pagarne il prezzo sono sempre i soliti: dai lavoratori vittime dello sfruttamento alle aziende vessate dalla criminalità e dalla concorrenza sleale, senza dimenticare i consumatori, esposti a truffe quando non a veri e propri rischi per la salute.

I frutti avvelenati dell’illegalità finiscono sulle nostre tavole ogni giorno se è vero che circa un terzo della spesa alimentare delle famiglie italiane contribuisce, direttamente o indirettamente, a finanziare sistemi di produzione che operano fuori dai confini della legalità.

Per questo, in vista dell’incontro La legalità è un frutto che va colto tutto l’anno (organizzato dalla Flai-Cgil di Asti il 12 novembre) e del Forum Nazionale Mediterranea 2015 sui temi della legalità nell’alimentazione, dedichiamo questa settimana a una serie di approfondimenti, articoli e interviste sul ”lato oscuro” dell’agroalimentare italiano.

Parleremo quindi di caporalato, un fenomeno tornato con prepotenza sotto i riflettori dopo lo stillicidio di morti nei campi dell’ultima estate: un recente rapporto di Flai-Cgil stima siano 100mila i lavoratori agricoli che vivono in condizioni abitative e ambientali paraschiavistiche, guadagnando in media il 50% di salario giornaliero in meno rispetto a quanto previsto dai contratti di lavoro. In termini di mancato gettito contributivo, poi, il caporalato costa alle finanze dello Stato circa 600 milioni di euro all’anno. Lo stesso rapporto, citando l’ultima relazione della Direzione Nazionale Antimafia, avverte che il peso dell’infiltrazione mafiosa in questo settore ammonta ad almeno 12,5 miliardi di euro: tra i reati più ricorrenti il riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite, l’imposizione dei prezzi nei mercati generali (a cui gli operatori sono costretti ad “adeguarsi”), il racket, le contraffazioni e l’utilizzo di terreni agricoli per lo smaltimento abusivo di rifiuti tossici.

Ma sbaglia chi crede che lo sfruttamento del lavoro e la falsificazione dei prodotti, in tutte le sue forme, siano affare esclusivo della criminalità organizzata: la contraffazione dei prodotti alimentari – un altro dei temi nella nostra agenda – è un gigantesco business da 60 miliardi di euro all’anno, dove la parte del leone la fa il cosiddetto Italian sounding. Si tratta di una forma di pirateria, non sempre legalmente sanzionata nei vari Paesi, che sfrutta la notorietà e l’apprezzamento dei prodotti italiani all’estero per vendere alimenti che imitano nomi e marchi prestigiosi del made in Italy: sono i vari Parmesan, Combozola o Californian Chianti che popolano gli scaffali di molti supermercati in tutto il mondo.

Il giro d’affari, secondo il rapporto sulla lotta alla contraffazione del ministero dello Sviluppo Economico, ammonta a circa 54-55 miliardi di euro, cioè quasi due volte il fatturato dell’export alimentare italiano. Le cifre, fornite nel 2013 dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulla contraffazione e la pirateria commerciale, restituiscono un quadro impressionante: basti dire soltanto che il 97% dei sughi per pasta “italiani” e il 94% delle conserve sott’olio e dei sottaceti venduti sul mercato nordamericano sono semplici imitazioni. Non va meglio sul mercato europeo, dove l’Italian sounding fattura 26 miliardi di euro contro i 13 miliardi dell’export alimentare.

C’è molto da fare, insomma, anche in quella zona grigia dove a incombere non è l’ombra della criminalità ma quello dei “falsi d’autore” e della concorrenza sleale. Per saperne di più, non smettete di seguirci nel nostro viaggio tra cibo e legalità.

Andrea Cascioli

a.cascioli@slowfood.it

Fonti:

Agromafie e caporalato dell’Osservatorio Placido Rizzotto per Flai-Cgil

Iperico – La lotta alla contraffazione in Italia nel settore agroalimentare della Direzione Generale per la lotta alla contraffazione – Ministero dello sviluppo economico

Rapporto Commissione parlamentare di inchiesta sulla contraffazione e la pirateria commerciale

Report TerraIngiusta realizzato da MEDU

Foto:

nuovasocietà.it

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