Fare l’orto in casa: 7 consigli per scegliere bene i semi

seeds-1217133_1280Fare l’orto in casa, curarlo giorno per giorno e seguirlo lungo tutti i suoi cicli è uno dei passatempi più rilassanti e soddisfacenti, e con un po’ d’impegno chiunque può riuscire. Bisogna però tenere conto di alcuni semplici accorgimenti, fondamentali soprattutto per chi è alle prime armi.

Visto che il periodo è quello giusto per cominciare, ecco qualche consiglio tratto dal Manuale Slow di Slow Food Editore Il piacere dell’orto per buttarsi subito nella mischia e farsi un po’ le ossa in attesa di Terra Madre Salone del Gusto, a Torino dal 22 al 26 settembre. L’evento, il cui tema non a caso è voler bene alla terra, è l’occasione d’oro per tirare le somme sul vostro orto estivo, condividere la vostra esperienza con altri appassionati e perfezionarsi grazie agli incontri dedicati ai grandi e ai più piccoli sul tema della coltivazione fai da te.

Fare l’orto in casa: 7 consigli per scegliere bene i semi

  • Privilegia i semi tradizionali o vecchi, ossia le varietà derivanti da libera impollinazione che abbiano almeno 50 anni di storia alle spalle. Se possibile, scegli semi di varietà locali già acclimatate nel tuo territorio. Puoi provare a recuperarli tra i tuoi conoscenti perché spesso le varietà più interessanti si sono tramandate di padre in figlio, o rivolgerti a qualche vivaista o a un istituto agrario, un’università o altri centri di ricerca. Da loro sarà possibile ottenere una piccola fornitura di semi per uso privato nel tuo orto. Tra i tanti vantaggi, questi semi ti consentiranno di autoprodurti la semente per l’anno successivo se vorrai provare a far tutto da te, a partire dai frutti che le piante genereranno.
  • Se invece scegli di coltivare varietà di altri territori, o comparse sulla scena di recente, comunque privilegia i semi di varietà che si sono sviluppate a impollinazione libera, ossia piante selezionate attraverso l’impollinazione naturale, come accadeva prima dell’avvento delle sementi ibride. Presentano una maggiore variabilità e producono semi che potrai serbare e riseminare l’anno seguente. Anche queste si reperiscono difficilmente in commercio e, di nuovo, dovrai cercarle presso gli agricoltori, i vivaisti, gli istituti agrari…
  • Privilegia i semi biologici certificati, reperibili online presso i siti specializzati e nei negozi di alimentazione naturale. Privilegia, se puoi, i produttori che hanno solo la linea biologica.
  • Attento alle sigle! F1 o F2 indicano i semi ibridi prodotti da poche multinazionali e distribuiti da tanti rivenditori. Sono più costosi degli altri, ed è sconsigliato ricavarne semente per l’anno successivo, perché essa non conserva le stesse caratteristiche delle piante madri in termini vegetativi e produttivi. In prima generazione invece garantiscono risultati ottimali in termini di resa, ma è la quantità quello che davvero vuoi a discapito del valore dei prodotti tradizionali?
  • Leggi bene le informazioni contenute sulla bustina di semi. Potrai sapere come sono stati ottenuti, se sono stati trattati con fungicidi o con altri prodotti chimici, quali sono i pregi della varietà, come coltivarli, qual è l’anno di raccolta e il tempo di scadenza. Il seme fresco ha più capacità germinativa!
  • Le bustine non raccontano tutto. Se ne hai l’occasione, confrontati con qualche agricoltore della zona per capire quali sono i pregi e i difetti dei semi che vuoi acquistare. Scegli la varietà e pianta tanti semi diversi. La monotonia è nemica dell’orto, della tavola e della salute, mentre la diversità aiuta anche a produrre in modo più sano.
  • Conserva i tuoi semi in condizioni ottimali, perché sono organismi sempre attivi, anche nella fase di dormienza: quindi devono essere riparati dalla luce, dagli eccessi di temperatura e dall’umidità. L’ideale è riporli nella carta (sulla quale, per sicurezza, potrai scrivere il nome della varietà) e poi chiuderli in contenitori ermetici, meglio se di latta, o in alternativa di vetro (ma in questo caso presta attenzione alla luce).

Che aspettate? L’unico modo per imparare a fare l’orto in casa è buttarsi: buona fortuna!

 

Foto: Pixabay

  • Hai imparato qualcosa di nuovo da questa pagina?
  • Si   No
SlowFood, Prendici Gusto, diventa socio
comments powered by Disqus