Contatti

Slow Food Emilia Romagna è un’Associazione Regionale senza scopo di lucro, democratica, di promozione sociale, di formazione della persona e culturale, su base volontaria, che opera secondo i principi del buono pulito e giusto, in particolare nel campo dell’alimentazione, per la difesa dei diritti primari, dell’ambiente e dei beni comuni. Slow Food pone la centralità del cibo quale elemento imprescindibile di sviluppo equo e sostenibile, affinché tutti possano trarre piacere dal cibo. E’ costituita ai sensi dello Statuto Nazionale di Slow Food Italia, quale livello organizzativo regionale di secondo livello, all’interno della quale i soci esercitano l’attività associativa.

 

Sono organismi di direzione politica, di governo e di controllo dell’Associazione Regionale:

  • l’Assemblea dei Soci;
  • il Comitato Esecutivo Regionale;

 

L’Assemblea dei Soci è l’organo d’indirizzo e di direzione politica dell’Associazione Regionale.

Il Comitato Esecutivo Regionale è l’organo esecutivo dell’Associazione, dura in carica fino a quattro anni ed è composto da un minimo di cinque soci, eletti dall’Assemblea dei soci (o dal Congresso Regionale), ed è rieleggibile.

 

L’attuale Comitato Esecutivo Regionale è stata eletto durante i lavori del Congresso Regionale  del 2018 ed è composto da:

Raffaela Donati – Legale rappresentante e portavoce

Pedagogista di professione, con un Master europeo in “Storia e cultura dell’alimentazione”, mi sono occupata da metà degli anni ’80 di educazione al consumo consapevole. L’incontro con Slow Food è avvenuto casualmente a metà degli anni ‘90 durante un corso di formazione, un incontro che ha completamente modificato il mio modo di fare Educazione, e non solo, un nuovo approccio mentale e culturale che poggiava le sue radici nel “Diritto al Piacere”. Molti anni sono passati da allora, anni di confronti, consapevolezze, crescita, evoluzione… Quella che non si è mai trasformata da quell’incontro è la passione e l’impegno a difendere ogni giorno il diritto per tutti ad un “Cibo Buono, Pulito e Giusto”. Di Bologna. 

raffaela.donati@emiliaromagna.slowfood.it

 

  • Rapporti con le istituzioni locali, le associazioni e le condotte

Il coordinamento locale viene suddiviso per area geografica:

  • Davide Rovati per area Piacenza, Parma e Reggio
  • Gino Quartieri per area Modena, Vignola e Frignano
  • Antonella Bonora per area Bologna, Valsamoggia e Imola
  • Emanuele Randi per area Godo/Bassa Romagna, Ravenna e Ferrara
  • Lia Cortesi per area Forlì, Cesena, Rimini e Faenza

 

 

  • Sistemi locali del cibo
  • Referenti per presidi, Alleanza, arca, comunità: Lia Cortesi, Gino Quartieri
  • Referenti per comunità, mercati, agricoltori: Antonella Bonora, Lara Malavolti

 

 

  • Formazione

Coordinamento formazione relativa:

  • ai bambini (progetti educativi scuole)
  • orti in condotta
  • ai comitati di condotta

Referenti Silvia Todde e Laura Amadei

 

 

  • Comunicazione

Attività di comunicazione verso l’esterno, sito web, stampa, social e interna.

Referenti Luca Monterumici e Serena Boschi

 

  • Rete giovane

Serena Boschi, Laura Amadei, Luca Monterumici

 

  • Organizzazione eventi regionali

Davide Rovati

 

  • Segreteria e contabilità

Emanuele Randi, Raffaela Donati

 

Esterne al Comitato Esecutivo

 

Tesoriere: Silvia Giannoni

 

Responsabile progetto Appennini: Gabriele Locatelli

 

Responsabile progetto VENTO: Fernando Tribi

 

I consiglieri nazionali Slow Food per l’Emilia Romagna sono

  • Raffaela Donati
  • Vittorio Molinari

Lo Statuto di  Slow Food  Emilia Romagna

 

TITOLO I

DEFINIZIONE E SCOPI

 

Art. 1

PRINCIPI E VISIONE

Slow Food Emilia Romagna è un’Associazione Regionale senza scopo di lucro, democratica, di promozione sociale, di formazione della persona e culturale, su base volontaria, che opera secondo i principi del buono pulito e giusto, in particolare nel campo dell’alimentazione, per la difesa dei diritti primari, dell’ambiente e dei beni comuni. Slow Food pone la centralità del cibo quale elemento imprescindibile di sviluppo equo e sostenibile, affinché tutti possano trarre piacere dal cibo. E’ costituita ai sensi dello Statuto Nazionale di Slow Food Italia, quale livello organizzativo regionale di secondo livello, all’interno della quale i soci esercitano l’attività associativa.

 

Art. 2

SEDE E DURATA

L’Associazione ha sede nel Comune di Sasso Marconi (BO), via Porrettana 397

L’Associazione ha durata indeterminata.

 

Art 3.

OGGETTO E SCOPO

L’Associazione Regionale, in coerenza con lo Statuto dell’Associazione Nazionale e limitatamente al proprio ambito territoriale e associativo, si propone di perseguire per tutti il diritto al piacere senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Difende la sovranità alimentare in tutte le sue forme, promuovendo la protezione della diversità biologica e culturale, il rispetto del lavoro, dell’ambiente e delle persone ad esso legate.

L’Associazione Regionale si propone di ottenere tali scopi coerentemente a quanto dettato e previsto dallo Statuto di Slow Food Italia.

 

Art. 4

ATTIVITA’

L’Associazione Regionale svolge la propria attività in conformità alle finalità dell’Associazione Slow Food Italia, coerentemente ai principi e alle norme dettate dallo Statuto Nazionale e in attuazione delle politiche associative previste dallo stesso.

 

TITOLO II

SOCI E STRUTTURA ORGANIZZATIVA

 

CAPO I

I SOCI

 

Art. 5

DIRITTI DOVERI DEL SOCIO E PERDITA QUALIFICA DI SOCIO

Sono soci dell’Associazione Regionale tutti i soci delle Condotte appartenenti all’ambito territoriale di riferimento.

Con l’adesione all’Associazione territoriale, tutti i soci diventano automaticamente soci dell’Associazione Regionale e soci di Slow Food Italia.

Il numero dei soci è illimitato e tutti i soci che hanno raggiunto i 18 anni di età hanno diritto di elettorato attivo e passivo secondo il principio del voto singolo.

La partecipazione all’Associazione ha durata illimitata, salvo le cause di esclusione previste dalla legge e dallo Statuto. La quota sociale è intrasmissibile e non è rivalutabile.

L’Associazione Regionale per il perseguimento del proprio fine istituzionale si avvale prevalentemente delle attività in forma volontaria, libera e gratuita dei propri associati.

L’Associazione Regionale può inoltre assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo, anche ricorrendo ai propri associati.

 

Si perde la qualifica di socio per:

  1. a) mancato pagamento della quota associativa;
  2. b) esclusione deliberata dal Comitato Esecutivo di Slow Food Italia (da ora in avanti solo Comitato Esecutivo) a maggioranza assoluta dei componenti, qualora il comportamento o le attività del socio siano in palese contrasto con il presente Statuto o con lo Statuto Nazionale.

 

Lo scioglimento dell’Associazione Regionale non comporta la perdita di qualifica di socio di Slow Food Italia.

 

CAPO II

LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA

 

Art. 6

L’ASSOCIAZIONE REGIONALE

L’Associazione Regionale è la struttura organizzativa regionale di Slow Food in Italia.

L’istituzione e l’ambito territoriale dell’Associazione Regionale sono deliberati dal Comitato Esecutivo di Slow Food Italia, su proposta dell’Assemblea delle Condotte e delle Comunità che si riconoscono in Slow Food (da ora in avanti chiamate Comunità) della Regione.

L’Associazione Regionale può assumere identità autonoma.

 

Art. 7

ORGANISMI

Sono organismi di direzione politica, di governo e di controllo dell’Associazione Regionale:

  1. l’Assemblea dei Soci;
  2. il Comitato Esecutivo Regionale;
  3. il Revisore dei Conti (o Collegio dei revisori dei conti), se obbligatorio o nominato.

Le cariche istituzionali sono svolte a titolo gratuito.

 

Art. 8

L’ASSEMBLEA DEI SOCI

L’Assemblea dei Soci è l’organo d’indirizzo e di direzione politica dell’Associazione Regionale.

All’Assemblea hanno diritto di partecipazione con possibilità di intervento, ma senza diritto di voto tutti i soci e i membri delle Comunità della Regione. Hanno invece diritto di voto tutti i delegati eletti dai soci nelle assemblee territoriali, con i criteri di rappresentanza stabiliti dal Comitato Esecutivo con apposito regolamento, al fine di garantire la partecipazione democratica di tutti i soci alla vita associativa, alle deliberazioni sociali e all’elezione degli organi dirigenti.

È convocata almeno una volta l’anno, in unica sessione, dal Comitato Esecutivo Regionale in forma scritta da inviarsi ai delegati (e per conoscenza a tutti i soci), anche per via telematica o con qualsiasi altro mezzo utile purché ne sia assicurata la ricezione, con preavviso di almeno 7 giorni contenente l’indicazione dell’ordine del giorno, luogo, data e ora della riunione.

L’Assemblea può essere tenuta anche fuori dalla sede sociale.

L’Assemblea deve essere convocata in forma straordinaria quando sia avanzata richiesta motivata da almeno un terzo dei soci.

Può essere inoltre convocata dal Comitato Esecutivo.

L’Assemblea è regolarmente costituita qualunque sia il numero degli intervenuti, e delibera a maggioranza semplice dei presenti.

L’Assemblea ha il compito di:

 

  1. definire gli indirizzi, le direttive generali e i regolamenti dell’Associazione Regionale;
  2. approvare eventuali modifiche allo Statuto dell’Associazione Regionale, in seguito ad autorizzazione o indicazioni del Comitato Esecutivo;
  3. approvare il rendiconto economico e finanziario entro il 30 aprile di ogni anno;
  4. eleggere e revocare i membri del Comitato Esecutivo Regionale, anche in corso di mandato.

In occasione del Congresso Nazionale, viene convocato, secondo le norme stabilite dal Regolamento Congressuale deliberato dal Consiglio Nazionale, il Congresso Regionale che ha il compito, oltre a quelli previsti per l’Assemblea dei Soci, di eleggere i delegati al Congresso Nazionale.

 

Art. 9

IL COMITATO ESECUTIVO REGIONALE

Il Comitato Esecutivo Regionale è l’organo esecutivo dell’Associazione, dura in carica fino a quattro anni ed è composto da un minimo di cinque soci, eletti dall’Assemblea dei soci (o dal Congresso Regionale), ed è rieleggibile.

I membri eletti in corso di mandato scadono insieme a quelli già in carica.

Il Comitato Esecutivo Regionale si riunisce:

  1. tutte le volte che il Legale Rappresentante lo ritenga necessario o ne sia fatta richiesta da almeno due membri;
  2. comunque una volta l’anno per deliberare in ordine al rendiconto economico-finanziario dell’Associazione.

 

Il Comitato Esecutivo è convocato dal Legale o Legali Rappresentanti o, in sua/loro assenza, dal vicario, in forma scritta da inviarsi, anche per via telematica o con qualsiasi altro mezzo utile purché ne sia assicurata la ricezione, con preavviso di almeno 3 giorni e con l’indicazione dell’ordine del giorno; in casi di motivata urgenza il preavviso può essere di un solo giorno.

Qualora necessario, può riunirsi e deliberare in conferenza video o telefonica o, con qualsiasi altro mezzo utile purché sia dato atto della possibilità di intervento alla discussione e alla deliberazione di tutti i suoi membri.

Le deliberazioni sono assunte con il voto favorevole della maggioranza dei presenti alla riunione. Le deliberazioni possono anche essere assunte per consultazione scritta a mezzo mail con obbligo di risposta nel termine indicato dal o dai proponenti la deliberazione ai sensi della lettera a) del precedente comma. Il Comitato Esecutivo Regionale è presieduto dal Legale o Legali Rappresentanti o dal vicario.

Il Comitato Esecutivo Regionale è investito dei più ampi poteri per la gestione ordinaria e straordinaria dell’Associazione.

In particolare ha il compito di:

  • nominare ed eventualmente revocare il Legale Rappresentante ed un suo vicario o i Legali Rappresentanti, specificando se gli stessi dovranno agire in forma congiunta o disgiunta;
  • definire al proprio interno l’attribuzione di ruoli utili all’organizzazione e alla gestione delle attività;
  • attribuire le deleghe ai membri del Comitato definendo anche le modalità con cui dovranno rendere conto dell’esercizio della delega;
  • programmare l’attività dell’Associazione regionale, individuando come prioritario lo sviluppo delle Comunità;
  • curare l’esecuzione dei deliberati;
  • predisporre il rendiconto economico-finanziario;
  • convocare l’Assemblea dei Soci quando se ne palesi la necessità e almeno una volta l’anno per la delibera sul rendiconto di gestione;
  • curare la tenuta dei libri sociali: libro soci, libro verbali Assemblea dei Soci e libro verbali Comitato Esecutivo Regionale;
  • monitorare l’uso del marchio Slow Food sul proprio territorio e segnalare tempestivamente al Comitato Esecutivo i casi di utilizzo non corretto;
  • individuare sostituti di membri dimissionari del Comitato Esecutivo Regionale da proporre in approvazione all’Assemblea dei Soci, di norma entro sei mesi dalle dimissioni stesse;
  • coordinare le attività delle Condotte e/o delle Comunità, organizzare le attività associative sul territorio di competenza e promuovere il tesseramento all’Associazione;
  • gestire i rapporti con Enti pubblici, istituzioni, organi di informazione e realtà produttive del territorio di competenza;
  • promuovere e realizzare tutte le iniziative caratterizzanti l’Associazione, proposte dagli organismi dirigenti nazionali che, in alcuni casi, potranno essere indicate come vincolanti e obbligatorie;
  • disporre l’apertura e il rinnovo di linee di credito;
  • nominare e revocare, tra i soci, qualora lo si ritenga necessario, il Tesoriere cui è affidata la supervisione sul sistema dei controlli interni;
  • convocare e favorire incontri a livello territoriale tra le Condotte e le Comunità.

Il membro che ha la legale rappresentanza dell’Ente ha anche la firma sociale ed il potere/dovere di dare esecuzione alle delibere assunte dal Comitato Esecutivo Regionale.

 

Art. 10

IL REVISORE DEI CONTI

Il Revisore Unico, o il Collegio dei Revisori dei Conti, viene eletto dall’Assemblea dei Soci, qualora venga ritenuto opportuno o sia obbligatorio a norma di legge. Il Revisore Unico, o il Collegio dei revisori dei Conti, fa riferimento ai soci per quanto concerne l’attività di vigilanza e controllo.

Dura in carica quanto il Comitato Esecutivo Regionale.

 

Art. 11

MARCHIO SLOW FOOD

L’Associazione Regionale può utilizzare il logo associativo secondo i principi e le norme dettate dalla Carta di utilizzo dei marchi Slow Food a parte sottoscritta. La violazione di tali norme può comportare l’inibizione all’uso da parte del Comitato Esecutivo. Tale provvedimento comporta lo scioglimento dell’Associazione. Il logo utilizzato, di proprietà di Slow Food Italia, deve essere esclusivamente quello fornito all’Associazione Regionale dagli uffici nazionali.

 

CAPO III

IL PATRIMONIO

 

Art. 12

IL PATRIMONIO

Il patrimonio dell’Associazione Regionale è costituito da:

  • quanto versato a tale titolo dai soci o da terzi;
  • dai beni mobili e immobili, dai valori immobiliari e dalle contribuzioni che perverranno all’ Associazione Regionale a qualsiasi titolo, da parte di soggetti pubblici e privati, con espressa destinazione a incremento del patrimonio;
  • eventuali fondi di riserva costituiti con le eccedenze di bilancio;
  • ogni altra entrata con vincolo di destinazione patrimoniale.

Le entrate dell’Associazione Regionale potranno essere costituite da:

  • quote associative di competenza;
  • contributi di privati;
  • contributi di Enti e Istituzioni Pubbliche, finalizzati esclusivamente al sostegno di specifiche e documentate attività e progetti;
  • contributi di organismi internazionali;
  • donazioni e lasciti testamentari;
  • rimborsi derivanti da convenzioni;
  • entrate derivanti da attività anche di natura commerciale svolte a favore dei soci o di terzi in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali.

Gli utili e gli avanzi di gestione devono essere totalmente destinati agli scopi istituzionali dell’Associazione, riguardanti le attività statutariamente previste.

E’ fatto divieto di distribuzione, anche in modo indiretto, di proventi, di utili e avanzi di gestione, di fondi, riserve e patrimonio durante la vita dell’Associazione Regionale salvo che la destinazione o la distribuzione siano imposte dalla legge.

 

Art. 13

L’ESERCIZIO SOCIALE

L’inizio e la chiusura dell’esercizio sociale dell’Associazione Regionale sono fissati al 1° gennaio e al 31 dicembre di ciascun anno.

Deve essere istituito e gestito a cura del Comitato Esecutivo Regionale, un sistema contabile atto ad esprimere con compiutezza ed analiticità le operazioni poste in essere in ogni periodo di gestione.

Entro tre mesi dalla fine di ogni esercizio sociale deve essere predisposto dal Comitato Esecutivo Regionale il rendiconto economico e finanziario dell’esercizio trascorso che deve essere depositato presso la sede sociale nei dieci giorni antecedenti la data di convocazione dell’Assemblea dei soci.

Il rendiconto consuntivo, corredato da una relazione sulla gestione, deve rappresentare adeguatamente la situazione patrimoniale economica e finanziaria dell’Associazione Regionale. Deve essere approvato dall’Assemblea dei Soci entro il 30 aprile.

E’ facoltà dell’organo amministrativo presentare, unitamente al rendiconto, idoneo bilancio preventivo in modo da consentire la valutazione delle scelte operative del Comitato stesso e l’andamento previsionale dell’Associazione Regionale.

Il sistema contabile cui uniformare la gestione amministrativa deve essere coerente con i regolamenti deliberati dal Comitato Esecutivo Regionale e dal Comitato Esecutivo (nazionale).

Tutti i libri sociali sono depositati presso la sede sociale dell’Associazione Regionale.

Ogni anno il Comitato Esecutivo Regionale dovrà inviare al Comitato Esecutivo copia del rendiconto consuntivo, entro un mese dall’approvazione.

 

Art. 14

SCIOGLIMENTO, CESSAZIONE O ESTINZIONE DELL’ASSOCIAZIONE

Lo scioglimento, la cessazione o l’estinzione dell’Associazione avviene in caso di revoca dell’autorizzazione da parte del Comitato Esecutivo. Altresì, lo scioglimento può essere deliberato dall’Assemblea, a maggioranza dei tre quarti degli associati. In tali casi, con le stesse maggioranze, l’Assemblea nominerà uno o più liquidatori.

Salvo diversa destinazione imposta dalla legge, la devoluzione del patrimonio avverrà a favore dell’Associazione internazionale Slow Food.

 

Art. 15

RINVIO

Per quanto non espressamente previsto dal presente Statuto, si rimanda alla normativa vigente e a quanto previsto dallo Statuto Nazionale di Slow Food Italia.