A settembre si ritorna… nell’orto!

“Ma come devo fare?”
“Non si bagna mai sulle foglie, ma alla base, così l’acqua va sulle radici e le foglie non vengono bruciate dal sole”.

A parlare sono gli studenti e gli insegnanti della Scuola Primaria Principessa Matilde di Savoia di Pollenzo (CN) che da due anni aderiscono al progetto Orto in Condotta, gestendo una parte dell’orto didattico dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

Prima della fine del passato anno scolastico li abbiamo incontrati direttamente nell’orto, dove l’entusiasmo di grandi e piccini è palpabile.

“Grazie all’orto i bambini fanno un’esperienza completa perché toccano con mano e sperimentano attraverso i sensi. Qualcuno all’inizio non osava nemmeno avvicinarsi per toccare la terra e sporcarsi le mani. Con il tempo ci sono stati grandi miglioramenti e quante soddisfazioni!”
I bambini raccontano di quando, dopo tanta attesa e non poche difficoltà, sono riusciti a riempire le cassette di verdura e a portarle a casa per gustarle con la famiglia.

L’insegnante di scienze racconta di come l’orto sia uno strumento di apprendimento a 360°. “Tutto il programma scolastico è incentrato sull’orto e viene modulato sulla base dei tempi della natura, della stagionalità e delle attività che si svolgono in campo”.

I lavori nell’orto stimolano l’autonomia e il senso di responsabilità. “All’inizio i bambini si concentravano tutti su una stessa attività, adesso hanno imparato ad attribuirsi ruoli specifici in base alle preferenze e alle capacità: qualcuno rastrella o toglie le erbacce, altri innaffiano le piantine, altri ancora raccolgono gli ortaggi”.

“Cosa vi piace di più di quando veniamo nell’orto?”, chiede l’insegnante.
“A me piace strappare le erbacce perché questa operazione sviluppa l’intelligenza, non è facile distinguere le erbacce dalle piante. L’insalata è circondata da molte erbacce, potresti confonderla! E poi, togliendo le erbacce, si possono scoprire gli insetti che vivono sotto terra!”.
Valentina non ha dubbi, l’aspetto che preferisce è “stare nella natura aperta e divertirsi, lavorare insieme ad altre classi, fare amicizia… e soprattutto non rimanere tutto il giorno seduti in classe!” Se per Valentina l’orto è una piacevole fonte di svago e di socializzazione, per la sua maestra rappresenta soprattutto un’enorme fonte di sapere. “Il sapere non è solo legato a una pagina del libro, ma a tutti gli aspetti della vita. Non si possono chiudere i saperi in piccole scatole che non parlano tra loro, tutto va messo in comunicazione”.

Come racconta Annalisa D’Onorio, referente del progetto Orto in Condotta, “con gli orti scolastici Slow Food promuove una didattica diversa, che parte dall’esperienza per permettere a tutti i bambini, aventi abilità diverse, di acquisire gli stessi contenuti e le stesse competenze. L’obiettivo è parlare di cibo e alimentazione in modo alternativo, non con un approccio esclusivamente nutrizionale, ma con un elemento concreto che viene dall’esperienza e dal saper fare”.

Chi meglio dei bambini riesce a esprimere questo concetto? “A scuola possiamo capire dai libri, ma non sappiamo se è proprio la verità. Con l’orto possiamo capire che è vero quello che dicono i libri!”.

Buon ritorno a scuola e… nell’Orto in Condotta!

 

Clicca qui per ascoltare l’intervista completa a cura di Radiotelevisione svizzera. 

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