Perché ai bambini non piace la verdura?

Perché appena vedono le verdure nel piatto i più piccoli storcono il naso? Quali trucchi possiamo usare per convincerli a mangiarne un pochino al giorno? Rispondiamo a queste domande con la dietista Maria Zugnoni, autrice del libro Verdure, uno dei 4 volumi della collana Slow Life dedicata al benessere a tavola.

PERCHÉ AI BAMBINI NON PIACE LA VERDURA?

A partire dai due o tre anni, le verdure rappresentano gli ingredienti meno amati dalla maggior parte dei bambini. Ma non è sempre colpa loro! Una grande influenza è esercitata dai fattori genetici che, soprattutto nella prima fase di vita, influenzano in modo decisivo le scelte istintive che fanno parte dell’innata capacità di autoregolazione. Altrettanto precocemente entrano in gioco i fattori ambientali: sappiamo che il gusto si sviluppa già nei primi mesi di gestazione, assieme all’olfatto e alla capacità di suzione, ed è in fase intrauterina che si abbozza in base agli stimoli e alle esperienze che provengono dall’ambiente esterno e passano attraverso il cibo consumato dalla madre. È stato, inoltre, riscontrato che i bambini allattati al seno presentano minori difficoltà nella fase di svezzamento rispetto a quelli nutriti artificialmente, perché hanno già sperimentato la varietà dei sapori filtrati attraverso il latte materno. L’esperienza personale con il cibo resta comunque la componente essenziale nella formazione del gusto, perché è proprio attraverso di essa che si plasmano le abitudini alimentari. Quindi favorire già durante lo svezzamento l’esperienza gustativa di cibi diversi è considerato il modo migliore per ridurre la diffidenza e il rifiuto, e per incoraggiare a nuove conoscenze.

STRATEGIE VINCENTI

  • Proporla presto e spesso

Dallo svezzamento in avanti, la scoperta di alimenti con differenti sapori e consistenze nell’ambito della relazione intima tra mamma e bambino sviluppa emozioni intense che determinano successivamente connessioni tra la memoria e le esperienze; è per questo che

è fondamentale comunicare sensazioni piacevoli collegate al cibo. Si suggerisce quindi di proporre frequentemente assaggi di piccole quantità di verdura, senza insistere se viene rifiutata e senza entrare in conflitto, cercando di mantenere un atteggiamento positivo.
Sarà necessario riproporre più volte lo stesso alimento senza scoraggiarsi: secondo i ricercatori occorrono infatti almeno 8-10 assaggi in un contesto adeguato per fare accettare una verdura a un bambino di due o tre anni.

  • Educare al gusto

Per i bambini un po’ più grandi risulta molto importante la modalità educativa usata in famiglia: atteggiamenti troppo permissivi o troppo restrittivi sembrano favorire il rifiuto verso alimenti ancora sconosciuti o percepiti con diffidenza, come spesso accade con la verdura. Se piace poco, è bene non abituare il bambino ad avere sempre un’alternativa, ma nello stesso tempo proporre in ogni pasto, oltre alla verdura, almeno un cibo sicuramente gradito; non obbligare a mangiare tutta un’intera porzione, ma presentare piccole quantità, di forme e colori diversi, mantenendo un clima disteso e puntando sulla stimolazione della curiosità.

Il comportamento alimentare dei genitori funziona da esempio per i bambini, che possono poi riprodurre atteggiamenti noti. In questo senso agiscono anche le suggestioni fornite dagliinsegnanti e quelle dei compagni di scuola che magari mangiano volentieri un alimento che ancora non era entrato nella loro esperienza, stimolandoli positivamente.

  • Rendere la verdura protagonista

Il fatto che nell’am
bito di un pasto la verdura sia spesso relegata alla sola funzione di contorno determina uno scadimento dell’attenzione verso la stessa e la sensazione di un ruolo di complementarietà che la rende non indispensabile. Riportarla a un ruolo daprotagonista, e pertanto proporla in modo diverso, la potrà rendere più visibile e accessibile. Un esempio? Proposta in pinzimonio come antipasto, sotto forma di zuppa come primo piatto, ripiena al forno come secondo piatto, e cosi via, liberando la fantasia.

  • Stimolare la conoscenza attraverso esperienze dirette

Sembra che la presenza costante di ortaggi e frutta nella dispensa, in cucina e nel menùrappresenti uno dei fattori più determinanti per il consumo, soprattutto dai sei anni in poi.

Gli addetti ai lavori insegnano che le esperienze che aumentano la confidenza con il cibo, come guardarlo, toccarlo, manipolarlo, accrescono il bagaglio culturale ed emozionale che contribuisce a orientare le scelte. Stimolare la conoscenza attraverso esperienze dirette, come la scelta dal fruttivendolo o, meglio ancora, nell’orto o la preparazione di una ricetta, produrrà più benefici di qualsiasi altro metodo. È da ricordare, infine, che l’educazione del gusto passa attraverso percezioni non solo sensoriali ma anche emozionali. Azioni come scegliere, preparare, assaporare un cibo assumono grande importanza educativa ed emotiva in tutte le fasi di sviluppo del bambino, unitamente ai comportamenti delle persone che accompagnano queste azioni.

  • Proporre la verdura a merend

La verdura si presenta come un alimento dalla massima versatilità, inaspettatamente si può consumare anche a metà pomeriggio, con l’unica clausola di dedicare un po’ di tempo alla preparazione. A merenda i bambini mangiano frequentemente alimenti che sbilanciano totalmente l’equilibrio della giornata alimentare per vari motivi: perché vissuta come un momento di ricompensa, perché consumata frettolosamente durante gli spostamenti da scuola a casa. La scelta ricade così su snack industriali ipercalorici che poco hanno a che fare con l’alimentazione sana. Scegliere alimenti semplici, che costringano a una certa masticazione e che abbiano un aspetto invitante, abbinando consistenze diverse e alternandoli nella settimana, può ampliare gli orizzonti consentendo di uscire da modelli stereotipati e indirizzare a stili di comportamento più salutari.

Chiudiamo con una ricettina gustosa a prova di bimbo!

GNUDI DELL’ORTO

Ingredienti

Per 4 persone

3 etti di farina di grano tenero

3 etti di zucchine, un etto e mezzo di carote

una cipolla, erba cipollina, salvia prezzemolo, origano

un uovo

mezz’etto di parmigiano reggiano

olio extravergine di oliva

sale, noce moscata

 

Preparazione

Lavate le zucchine, pelate le carote e spellate la cipolla. Lessatele tutte per una ventina di minuti. Scolatele conservando l’acqua di cottura, lasciatele raffreddare e frullatele.

Battete un uovo e mescolatelo al composto, aggiustate di sale, aggiungete un po’ di noce moscata e la farina, mescolando per ottenere un impasto elastico e morbido. In un tegame scaldate l’olio, unite le erbe aromatiche tagliuzzate finemente e fate insaporire.

Con due cucchiaini modellate i vostri gnudi e tuffateli nell’acqua bollente – la stessa in cui sono cotte le verdure –, prelevandoli quando vengano a galla. Trasferiteli nel tegame con il condimento, rimestate, spolverate con il parmigiano grattugiato e allungate eventualmente con un cucchiaio dell’acqua di cottura.

Back to the archive