Questo non è un semplice corso di cucina, così come preparare un piatto di recupero non è un mero assemblaggio casuale di avanzi.
Recuperare è un’arte e, come tale, richiede che capacità tecnica e intelligenza creativa si alleino per dare nuova vita a cibi che pensiamo non avere più nessuna chance tra i fornelli.
Vi stupirete quando scoprirete che il nostro principale spreco è della nostra abilità di vedere in un cibo tutte le sue potenzialità; e non solo gastronomiche.

Prima lezione
Il non-spreco comincia da una spesa fatta con criterio e senza pregiudizio, per poi procedere con altrettanta sagacia nell’ideazione: cosa scartiamo? quanto ne cuciniamo? come è meglio tagliare? e che tipo di cottura?
Il “cosa” è molto arbitrario, perché in questo caso la cucina è il mezzo, non il fine: il criterio di scelta determinerà quali e quanti ingredienti verranno trasformati, mentre il genio creativo deciderà cosa fare di essi.
Anche in questo caso farete una scoperta, anzi più di una: non solo vi sarà più chiara la differenza tra uno scarto ed un avanzo, ma capirete anche che, dal punto di vista culinario, uno vi concede molte più possibilità dell’altro. Vogliamo scommettere?
Infine si cucineranno e si degusteranno i piatti che preparati.

Seconda lezione
Una volta apprese le basi del bricolage gastronomico, ci prepariamo a compiere un altro passo in avanti: l’obiettivo è quello di affinare la tecnica, liberandosi dai vincoli della ricetta e, talvolta, anche da quelli della tecnica stessa.
Per fare questo utilizzeremo gli ingredienti “mummia”, ovvero quelli che da più tempo stagnano nel vostro frigo o nella vostra dispensa in attesa di diventare qualcosa di commestibile, sempre se li avete conservati a dovere.
La vera sfida questa volta sarà quella di declinare lo stesso ingrediente in più modi possibili, pensabili ed impensabili, garantendo la soddisfazione del palato, senza dimenticare le leziose pretese della vista.