Ed è quasi estate, il momento ideale per mangiare albicocche

È il momento ideale per comprare albicocche. Con prezzi che vanno da un euro al chilo anche fino a quattro per le pezzature più grandi e da varietà o selezioni particolari si può tranquillamente sostenere che la loro stagione sia iniziata in ogni luogo della Penisola. Forse mancano all’appello le zone più vicine alla montagna al Nord, come il saluzzese, ma è questione di pochi giorni. Il Piemonte in ogni caso è già produttivo, in Roero in particolare, e questo significa che a livello nazionale il quadro è completo.

Dobbiamo ricordarvi, come abbiamo già fatto nelle settimane scorse, che quest’annata sarà molto particolare per la frutta. Viste le condizioni avverse del clima in particolari momenti di sviluppo delle piante a inizio primavera, siamo quasi certi che da luglio in poi ci sarà un’importante carenza di quasi tutti i tipi di frutti.

Per esempio in questo momento le mele sono già molto rincarate (parliamo di quelle dello scorso anno immagazzinate). Si tratta di dieci centesimi al chilo all’ingrosso, un cifra non da poco per i mercati. Chi le ha le stocca e non le vende: le mescolerà a quelle dell’annata che inizierà in autunno per sopperire alla scarsità. Mangeremo mele di due annate differenti.

Tornando alle albicocche, ora che il caldo si può definire estivo, sarà davvero piacevole scegliere tra le infinite varietà che abbiamo in Italia. Le pellecchia e cafona in Campania, in Emilia Romagna le precoci Cremonini e le reali d’Imola, come detto ottime produzioni nel saluzzese e nel Roero in Piemonte, e poi le aurora che sono una varietà più commerciale, diffuse in tutto il Paese (soprattutto in Puglia ed Emilia). Altre varietà ibride si sono molto diffuse, alcune di un colore che vira quasi al rosso, decisamente zuccherine e anche costose. Il pregio di questi ibridi è di essere più serbevoli, mentre le varietà classiche locali, come le rinomate Valeggia in Liguria, quelle di Scillato in Sicilia o le rarissime di Galatone in Puglia (le prime due Presìdi Slow Food e la terza a bordo dell’Arca del Gusto) resistono poco in frigo, ma restituiscono gusti unici e indimenticabili. Almeno fino a fine luglio “sincronizzatevi” con il vostro luogo, il clima e i mercati locali e ricordatevi che pagare il doppio per un prodotto di alta qualità e sostenibilità, di cui compriamo la metà in quantità e poi non sprechiamo nulla perché ci piace tanto è la prima regola della convenienza per la nostra spesa.

Carlo Bogliotti
Da La Stampa del 27 maggio 2017

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