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L'impatto economico

Produzione locale – Prezzi equi – Nuovi mercati


Uno dei principali obiettivi delle attività di Slow Food è ricostruire le economie locali partendo dal cibo, rafforzare le filiere produttive locali, ridurre gli spostamenti globali di cibo e denaro, riportare al centro dell'attenzione le comunità in cui viviamo. Alcuni risultati economici sono leggibili nell'immediato, ma una parte significativa sarà ancora più evidente a lungo termine.

Nel 2007 è stato condotto uno studio su 22 Presìdi di 11 paesi, per valutare il loro impatto economico. In tutti e 22 i casi c'è stato uno straordinario incremento della produzione dall'avvio dei progetti al 2007, con una crescita media del 372%. In 17 casi è cresciuto anche il valore dei prodotti stessi, mediamente del 79%.
Il modello dei Presìdi continua a essere replicato in tutto il mondo per far crescere:

  • il numero dei piccoli produttori di cibo;
  • le loro competenze nelle tecniche di produzione sostenibile e nella commercializzazione dei prodotti;
  • i loro guadagni;
  • la loro presenza e visibilità nel mercato.
Nei Mercati della Terra – rete internazionale di mercati dei contadini che seguono linee guida stabilite da Slow Food – i prezzi sono equi, trasparenti, motivati. I piccoli produttori locali ricevono il giusto compenso (grazie all'eliminazione delle intermediazioni) e offrono prodotti di alta qualità.

I protagonisti dei Mercati della Terra, come di tutti gli eventi e dei progetti di Slow Food, sono i piccoli produttori. Sono loro che hanno le maggiori difficoltà a reggere la competizione del mercato globale, ma d'altro canto, la piccola dimensione permette loro di offrire prodotti buoni, puliti e giusti. Slow Food li aiuta a trovare sbocchi di mercato e a raggiungere una sostenibilità anche economica.

Il Mercato della Terra di Beirut, Libano

Il Mercato della Terra di Beirut è nato per dare uno sbocco commerciale ai piccoli produttori di qualità, messi in ginocchio dalle ripetute crisi che hanno investito il Libano e, in particolare, dalla guerra del 2006. Il mercato – inaugurato nel gennaio 2009 – è nato dopo un capillare lavoro per la mappatura dei prodotti tipici libanesi e per il coinvolgimento dei produttori.

Oggi, 15 famiglie di produttori vendono direttamente i propri prodotti – dalla frutta e verdura fresca alle mouneh (le tipiche conserve libanesi), dal manhoushe (focaccia tradizionale servita col timo) all'olio d'oliva ai saponi naturali prodotti artigianalmente – nel quartiere più centrale e frequentato di Beirut. Di mese in mese le quantità di prodotti vendute aumentano costantemente (la percentuale media di crescita è del 70%).

I contadini e pastori finora coinvolti (che provengono dai villaggi attorno alla capitale) hanno ottenuto e continuano a ottenere insperati risultati economici, che influiscono in maniera decisiva sulla vita di interi nuclei familiari.



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