Decollatura, il paese che rinasce con la forza del buon esempio

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panorama di Decollatura

Boschi di castagni, cerri, ontani e querce: benvenuti a Decollatura. In provincia di Catanzaro, questo delizioso comune di 3300 abitanti è una bella realtà economica e turistica della pre Sila catanzarese, a 800 metri di quota. Turismo, agricoltura e artigianato fanno vivere questa bella comunità, che oggi riscopre il suo territorio e una buona voglia di viverlo. Anna Maria Cardamone, in carica come prima cittadina dal 2011, non è solo la sindaca di Decollatura, è una persona che vive con e per la sua comunità. In lei, oltre al dovere del buon amministratore, c’è tutta l’inventiva, l’urgenza e l’energia di chi non si arrende allo status quo, di chi smonta e ridisegna la realtà cercando di renderla sempre più bella. Soprattutto con il buon esempio.

L’orto sociale

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Anna Maria Cardamone, sindaca di Decollatura dal 2011

Tutto è iniziato nel 2011, quando la neosindaca inizia a chiedersi come trasformare le crisi in opportunità: «Nel nostro comune ospitiamo da anni un centro di salute mentale i cui ospiti non erano conosciuti all’interno della comunità. Insieme all’Asl, al medico di riferimento del centro e a una cooperativa sociale abbiamo dato vita a un piccolo esperimento, sfruttando due ettari di terreno comunale incolto: un orto che impegnasse gli ospiti del centro in attività diurne. Ora i ragazzi si dedicano ogni giorno a coltivare la terra. Sono raccolti semplici, ma di grande valore sociale e di aiuto alle famiglie». L’esperienza non si è fermata qui, e ora una volta al mese alcuni degli ospiti del centro vendono i prodotti dell’orto al mercato del paese. Anche qui, l’obiettivo non è certo il profitto, ma l’inserimento all’interno della comunità. «La cosa più bella è stata sentire uno di questi ragazzi chiedermi “Ma sindaco, come faccio? Il basilico non me lo comprano!”. Una grande conquista, per lui che aveva tanti problemi, porsi una domanda del genere». Anna Maria conosce tutti i ragazzi, le loro storie: «Non nego che all’inizio anche io ero spaventata, non conoscevo nemmeno i loro nomi. Oggi gli ospiti del centro sono parte della nostra comunità». Intanto l’orto si è trasformato in una Fattoria del Benessere, c’è un punto di vendita diretto e spesso si organizzano pranzi e momenti di condivisione aperti a tutti.

 

La rinascita agricola, gli incentivi all’artigianato e il suolo risparmiato

Prima donna a diventare sindaco nella storia cittadina, Cardamone ha dovuto affrontare non solo un tessuto sociale sfilacciato, ma soprattutto lo svantaggio economico e lo spopolamento. «I ragazzi che vanno via per studiare e poi si laureano, nella maggior parte dei casi non tornano». Qualcuno cambia rotta: alcuni ragazzi laureati hanno rinunciato all’agognato posto fisso per tornare a Decollatura e riprendere in mano le aziende agricole di famiglia. «Ora producono eccellenze, soprattutto ortaggi che arrivano quando in pianura sono ormai esauriti. Riescono a generare reddito dal lavoro agricolo, anche con la vendita diretta, e alcuni hanno abbinato a questo il vivaio o la fattoria didattica. Storie che ci hanno fatto ben sperare » racconta soddisfatta Anna Maria.

Decollatura (50 km quadrati di territorio) ha dovuto riconvertire un’economia agricola basata sulla castagna: «La cinipide del castagno ci ha privati di una importante fonte di reddito. Ma ne siamo usciti favorendo l’artigianato e inserendo nel piano strutturale del Comune incentivi per stimolare il recupero del centro storico. In questo modo abbiamo ridotto il consumo di suolo quasi del 44% – un risparmio che c’è valso anche un bel premio – e stimolato il lavoro artigiano. Ora a Decollatura ci sono sei falegnami che fanno lavori di pregio». E un bel centro storico caratterizzato da antiche costruzioni con tetti di legno e un tradizionale intonaco esterno, il rapillo, fatto di tante piccole pietre che proteggono i muri dall’acqua.

 

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L’integrazione e accoglienza per extra comunitari

«Ho lavorato per l’integrazione sin dall’inizio della mia legislatura. Già nel 2011 abbiamo accolto 18 ragazzi egiziani che scappavano dai disordini della Primavera Araba. E si sono iscritti nel nostro liceo scientifico. Anzi, in questo modo abbiamo evitato l’accorpamento delle scuole superiori». Poi sono arrivati gli sbarchi anche sulle coste calabre: «Una sera parlavo con un gruppo di donne preoccupate per le sorti dei migranti. Se volete, ho detto loro, ci organizziamo per ospitare mamme con i bambini e magari donne in attesa». E così è stato. Anna Maria prende contatti con il prefetto e ospita le prime donne incinte, in casa, senza un progetto finanziato. «Poi ci siamo attrezzati, aderendo al progetto Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) e oggi ospitiamo 18 donne che vivono indipendenti a Decollatura. L’integrazione dal punto di vista lavorativo non è ancora ottimale, perché ci vuole tempo». Ma per Anna Maria è un percorso possibile: «L’integrazione può dare grandi risultati, purché non sia accoglienza di massa. Non si possono accogliere 50/80 minori in strutture private, questo è solo business. Abbiamo avuto un caso del genere in una struttura alberghiera. Io sono stata durissima con chi l’ha organizzato, ho addirittura chiamato Save the Children. Non si può fare speculazione sui minori». Anche in questo caso Anna Maria si è esposta in prima persona, ha voluto incontrare una a una le migranti che ora vivono a Decollatura: «Sono tutte in casa e si autogestiscono. Stanno iniziando a vivere il paese, ci aiutano nei minimi servizi pubblici. Sono convinta che l’integrazione passi anche dalla manualità. Io cerco di dare l’esempio: frequento le nuove componenti della comunità, le abbraccio, ci esco insieme. Come sempre all’inizio qualcuno ha avuto un po’ da ridire, mi hanno riempito la macchina di scritte non proprio gentili, apparse anche il palazzo del Comune. Ma queste dimostrazioni sono finite». A conferma che la strategia del buon esempio funziona.

 

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photocredit: Aldo Canino

Turismo

Belle notizie anche su questo fronte, quest’anno, per la prima volta, nel mese di agosto Decollatura registra il “tutto esaurito”. «In gran parte parliamo di turismo di ritorno, degli emigrati che si godono l’estate nel paese di nascita. La novità è che ora vanno negli alberghi». Naturalmente il Comune non si è fatto sfuggire la ghiotta occasione: «Abbiamo movimentato il paese, in agosto c’è sempre qualcosa da fare: una mostra, una sagra, la presentazione di un libro, un dibattito. La comunità ha ripreso a vivere, i bar stanno aperti anche di notte. C’è una bella atmosfera». Dovuta anche al gran lavoro sulla sicurezza portato avanti dalle istituzioni dopo un evento luttuoso che ha sconvolto il paese qualche anno fa. La ricetta ideale? Tutela del paesaggio, integrazione, sostegno alle vocazioni economiche del territorio, tanta attenzione alla cultura e un grandissimo supporto alla scuola: «Siamo riusciti a tenercela anche grazie al fatto che molti stranieri (rumeni, polacchi) si sono iscritti. Oggi li conosciamo tutti, mentre una volta non erano nemmeno censiti, e i bambini vanno tutti a scuola. Quando arriva qualcuno o io o i carabinieri lo veniamo a sapere. E appena si sono sistemati vado trovarli. Se arriva qualche testa calda, ben presto si rende conto che ci conosciamo tutti!».

 

In ultimo ma non meno importante…

«Siamo riusciti a ristrutturare come si deve il Museo di civiltà contadina. Penso fosse fondamentale, per non dimenticare la nostra storia. Sono molto fiera che tra gli oggetti conservati ci siano i banchi, le sedie e una cartella di cartone del 1884 quando aprì la scuola a Decollatura, prima scuola media di tutto il comprensorio». Un motivo in più per visitare Decollatura e conoscere questo portento di sindaca!

 

Michela Marchi
m.marchi@slowfood.it

Il ruolo di sindaci e amministratori dei piccoli borghi montani della dorsale sarà al centro della prima Assemblea nazionale convocata da Slow Food Italia, che si terrà a Castel del Giudice dal 21 al 23 ottobre prossimi. Iscriviti al gruppo Facebook Stati Generali delle comunità dell’Appennino 

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