Dal Papa l’appello a combattere i cambiamenti climatici

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Continua il nostro approfondimento sul clima, argomento che tra pochi giorni verrà trattato dai rappresentanti dei Paesi di tutto il mondo a Parigi, e che oggi affrontiamo con una riflessione di Papa Francesco sull’enciclica Laudato Si’. Tocca a ognuno di noi fare la propria parte e far sentire la nostra voce: firma anche tu l’appello Non mangiamoci il clima.

«Se teniamo conto del fatto che anche l’essere umano è una creatura di questo mondo, che ha diritto a vivere e a essere felice, e inoltre ha una speciale dignità, non possiamo tralasciare di considerare gli effetti del degrado ambientale, dell’attuale modello di sviluppo e della cultura dello scarto sulla vita delle persone». Così Papa Francesco introduce la riflessione su Inquinamento e cambiamenti climatici all’interno della sua rivoluzionaria enciclica Laudato Si’ dedicata alla cura della casa comune. La sua è un’attenta analisi sullo stato di salute del pianeta e dei mari che pone particolare attenzione alla perdita di biodiversità e al degrado sociale di alcune popolazioni. Nello specifico il Pontefice sottolinea come l’umanità debba urgentemente «prendere coscienza della necessità di cambiare stili di vita, di produzione e di consumo per combattere questo riscaldamento o almeno le cause umane che lo producono o lo accentuano».

Dall’Enciclica emerge con forza come il cambiamento climatico rappresenti un problema globale causato dalle attività dell’uomo che porta con sé gravi implicazioni ambientali, sociali, economiche e politiche. Da non sottovalutare, oltretutto, che gli impatti più pesanti ricadranno nei prossimi decenni sulle popolazioni dei Paesi in via di sviluppo, spesso più colpiti di altri da eventi climatici straordinari come uragani o siccità.

I primi a subire le conseguenze di queste catastrofi sono proprio i migranti che «fuggono la miseria aggravata dal degrado ambientale, i quali non sono riconosciuti come rifugiati nelle convenzioni internazionali e portano il peso della propria vita abbandonata senza alcuna tutela normativa», puntualizza Papa Francesco.

Papa Francesco introduce per la prima volta il concetto di ecologia integrale, che comprende quindi le dimensioni umane e sociali. «Quando parliamo di ambiente – scrive Francesco – facciamo riferimento anche alla relazione tra la natura e la società che la abita. Questo ci impedisce di considerare la natura come qualcosa di separato da noi o come una mera cornice della nostra vita». Ci troviamo quindi ad affrontare una crisi globale, la cui soluzione richiede quindi «un approccio integrale per combattere la povertà, per restituire la dignità agli esclusi e nello stesso tempo per prendersi cura della natura».

Il testo del Pontefice è più che mai attuale in vista dell’imminente COP21, l’ultima occasione per cambiare il destino del nostro pianeta. Ciò nonostante spesso chi detiene il potere economico e politico non sembra interessato a queste tematiche, cercando solo di ridurre gli impatti dei cambiamenti climatici. La realtà purtroppo ci dice che se perseveriamo con gli attuali sistemi di produzione e di consumo, gli effetti continueranno a peggiorare. Ecco perché, ribadisce l’Enciclica, è urgente che la classe politica si impegni per sviluppare politiche concrete che limitino le emissioni di anidride carbonica e che sviluppino fonti di energia rinnovabile. Insomma, l’appello perfetto ai Governi di tutto il mondo che stanno per riunirsi a Parigi per la COP21.

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