Che cosa vuol dire essere oste in Italia?

 

Le osterie rappresentano il cuore della ristorazione italiana. Lo sono sempre, ma lo sono ancora di più quando a gestirle sono intere famiglie che si mettono a disposizione del cliente non solo per farlo mangiare e bere bene, ma anche per fargli scoprire un territorio ricco di storie e di tanti produttori di vino, formaggi e salumi.

È per ribadire tutto questo con ancora maggior forza che 5 anni fa, 5 osti si sono messi insieme e hanno fondato l’associazione Premiate Trattorie Italiane che ha come obiettivo quello di promuovere e raccontare cosa significhi oggi essere un oste in Italia. Quando a luglio del 2012 si riunirono per la prima volta, all’osteria del Gambero Rosso di Bagno di Romagna c’erano La Brinca di Ne (Ge), il Caffè la Crepa di Isola Dovarese (Cr), Amerigo 1934 di Valsamoggia (Bo) e la Locanda Devetak di Savogna d’Isonzo (Go). Cinque eccellenze della nostra ristorazione che si univano per confrontarsi, discutere e cercare di crescere insieme.

Lunedì scorso, 27 marzo, le Premiate Trattorie hanno voluto festeggiare il loro compleanno e per farlo hanno scelto la splendida locanda della famiglia Devetak, sulle colline del Carso, terre un tempo di battaglie e oggi patria di alcuni tra i più bravi produttori di vino del nostro Continente. C’erano i soci fondatori (esclusi Giuliana e Moreno del Gambero Rosso che da qualche anno hanno chiuso l’esperienza di Bagno di Romagna per trasferire l’attività all’interno di Eataly Forlì e che proprio lunedì hanno animato una bellissima cena con altre osterie chiocciolate della nostra Osterie d’Italia 2017), c’erano tanti amici produttori di vino (Il Carpino, Fiegl, Paraschos, Andrea Drius, Dri), c’era il prosciutto di Dallava, c’era Max Plett (presidente di Slow Food Friuli Venezia Giulia) e c’erano tantissimi affezionati clienti.

È stata una bellissima occasione per parlare una volta di più di cosa sia la trattoria e cosa la tradizione. È stato un momento importante per fare il punto su un’associazione che in questi anni è cresciuta e oggi conta 9 soci (l’elenco completo si può trovare qui) e per aiutare i produttori delle zone che la scorsa estate sono state colpite dal terremoto. Grazie alla generosità delle osterie, dei vignaioli e di tutti gli ospiti sono stati raccolti quasi 1300 € che verranno devoluti al conto corrente di Slow Food Italia a sostegno dei produttori di Abruzzo, Marche e Umbria.

Eugenio Signoroni
e.signoroni@slowfood.it

 

 

 

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