Ventidue nuovi formatori per il progetto Orto in condotta

Si è concluso nei giorni scorsi il corso per formatori del progetto Orto in Condotta.
Ventidue persone provenienti da 12 regioni italiane e selezionate a giugno tra le 83 domande ricevute hanno seguito il corso organizzato dall’Ufficio Educazione Slow Food.
Si tratta di insegnanti, educatori, fiduciari Slow Food particolarmante attivi nell’educazione alimentare e del gusto, esperti di comunicazione e valorizzazione dei prodotti tipici, agronomi, dietisti.

I formatori di Orto in Condotta si occuperanno di tenere lezioni agli insegnanti nelle scuole italiane dove è attivo il progetto, nonchè di sensibilizzare i genitori. Le materie su cui sono stati formati (il corso è iniziato a luglio e terminato a novembre) hanno spaziato dall’orticoltura all’educazione alimentare alla progettazione didattica.

L’Orto in Condotta è un orto scolastico che diventa lo strumento per sviluppare nei bambini l’educazione alimentare e del gusto e per approfondire tra gli educatori i temi dell’educazione ambientale, dello sviluppo sostenibile e del consumo consapevole. Nel progetto sono coinvolte diverse figure: gli studenti, gli insegnanti, i nonni ortolani (i quali collaborano alla coltivazione e sono portatori di saperi contadini), i genitori, le amministrazioni locali, la condotta Slow Food e, a seconda delle diverse realtà, anche i produttori locali, i ristoratori, tutti i soggetti insomma che vivono sul territorio e che contribuiscono a vario titolo al suo sviluppo agroalimentare.

Il progetto Orto in condotta si sta diffondendo velocemente in tutto il mondo: sono ben 78 gli orti scolastici attivi in Italia e 42 nel resto del mondo distribuiti tra Europa (15), America del Nord e Latina (25), Asia (1) e Oceania (1).

Per creare un Orto in condotta serve l’interessamento dell’istituto scolastico e uno studio di fattibilità del progetto (in collaborazione con la condotta Slow Food locale). Segue la firma di un protocollo d’intesa tra Slow Food Italia, Condotta, Comune e scuola. A questo punto si passa alla presentazione di Slow Food e del progetto triennale a genitori, insegnanti, amministratori, produttori, comunità locale. Dopo l’individuazione dei “nonni ortolani”, questi, assieme ai bambini e insegnanti, preparano e realizzano l’orto. Il progetto prevede inoltre corsi di formazione per gli insegnanti, incontri informativi per i genitori, organizzazione di mercati ed eventi, visite guidate ad aziende agricole locali, artigiani, osterie.

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