Slow Food: meglio un’Europa libera da Ogm

I fatti europei degli ultimi giorni segnano un grande passo avanti per l’Europa libera da ogm. Con la decisa presa di posizione del Ministro dell’agricoltura tedesco che si è espresso in favore di una sospensione delle procedure per l’autorizzazione di nuove colture gm in Europa, prende forza il fronte politico che vuole resistere alle pressioni degli Usa e delle multinazionali del biotech.

La posizione tedesca va ad allinearsi con quella francese recentemente espressa e si aggiunge alla dichiarazione comune per l’ogm-free al Parlamento Europeo da parte di 44 Regioni d’Europa, di cui 11 italiane, cui si aggiungono, sempre in Italia, le delibere di 2220 Comuni.

«In relazione all’annunciato incontro tra il capo del governo Romano Prodi e i Ministri competenti per una politica coordinata e comune in materia» dichiara Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia «auspichiamo che sia tenuta in considerazione la volontà di oltre tre milioni di cittadini che hanno aderito alla campagna Italia-Europa Liberi da ogm, di decine di organizzazioni di produttori e di consumatori, di numerose istituzioni, della grande maggioranza dei produttori agricoli. L’Italia della qualità agroalimentare chiede tutela dell’ambiente e della biodiversità, elementi di reale sviluppo e ricchezza per il settore».

Continua Burdese: «Speriamo che la posizione già assunta dai Ministri De Castro e Pecoraro Scanio per un’Italia libera da ogm e leader in Europa di politiche che vanno in questa direzione, diventi la posizione condivisa da tutto il Governo; così da presentarsi unito anche in sede Wto, dove le pressioni al tavolo delle trattative per l’apertura del mercato europeo si configurano pesantemente condizionanti, tanto che la commissaria Ue Marianne Fisher Boel ha già fatto sapere che una presa di posizione europea contraria agli ogm in Europa potrebbe avere “gravi conseguenze economiche”. Noi invece siamo certi del contrario: puntare su un’Europa libera da ogm significherà godere di grandi opportunità in futuro, con positive ricadute economiche».

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